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| Giovedì
15. Oggi ho tolto il cognome di un mio amico da questi
diari. Mi stupisce che qualcuno gli faccia presente di esser citato
qui, come fosse un sito poco raccomandabile... Mah, questione di
punti di vista, probabilmente. Certo, se fossi molto famosa sarebbe
per quelle stesse persone una piacevole, quasi incredibile e
immeritata sorpresa che il loro conoscente sia citato nel mio sito,
ma così evidentemente non è, a sentir loro, loro, che per me son
persone di poco conto, non avendo ancora capito qual'è la vocazione
di Internet, questo calderone ove c'è tutto e il contrario di
tutto, in modo pressocché incontrollato... I materiali delle più
svariate provenienze e di più dubbia paternità son giustapposti
come in un cimitero della privacy, a dispetto di chi non ne vorrebbe
sapere. Ma anche i più refrattari se ne accorgeranno, prima o poi:
questo immenso, fascinoso e disperante catalogo virtuale ingloberà
anche loro: non esiste segreto che non sia alle fine gridato sui
tetti del mondo. E ciò con buona pace di M.L. che riportando queste
retrive lamentele ha dilazionato, ma solo per un poco, il momento in
cui l'occhio del grande fratello si poserà, volente o nolente,
anche su di lui, come su tutti, per i nostri cinque minuti di
celebrità a rotazione... Marco (e tu, Annalisa), non ti curar di
loro, ma guarda e passa... E voi, non curatevi di me, ma leggete e
andate... Ognuno per la sua strada, finchè caso non le incroci di
nuovo, e peggio sarà per voi, uomini di poca fede...
Ero salita su giovedì scorso, col treno delle 8,57 per Torino.
Alta montagna: un po' di ricarica per i miei globuli rossi - ora
vado in bici per queste chine ligustri come avessi nel sangue l'Epa,
che le mie arterie non han mai assaggiato. Ieri mattina mi son
svegliata alle 6,20 (doccia, capelli...) e son scesa dalle Alpi con
la prima corriera, alle 7,20: ero a Genova già all'una, su un
Intercity per Napoli. Ad attendermi, una presenza ormai costante
nella mia vita: una maledizione, se non riusciamo più a vivere né
separatamente né in compagnia. E una benedizione, se esiste il
bene, perché le estasi a due son sicuramente più miracolose di
quelle solitarie... La vita oscilla così tra eden, inferno e
paradiso, da non poterne uscir più: finché morte non ci separi! Ma
così è, per tutti i miei veri amici: rapporti
"impossibili"! Comunicare, conoscersi: un azzardo, un
gioco di fortuna ove gli scambi reciproci pescano spesso nel vuoto,
e pescano bene: una meraviglia... Ma a Dio tutto è possibile.
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| Sabato
24. Ora, col monitor prestatomi gentilmente da Pietro
mercoledì scorso al finire del gruppo di studio Baha'ì, posso
guardar persino la CNN, la BBC Disney Channel e altri in inglese, e
i quattro canali Sky Cinema con la tv via cavo Fastweb, il tutto
sistemato sull'organo elettronico, così suono e ascolto la tv (a
volte la guardo pure...). La tecnica: scale, arpeggi, trilli, le
scale di doppie terze, doppie seste, doppie ottave e gli esercizi
per pedale, vanno a meraviglia su quel sound internazionale... E poi
anche Glenn Gould studiava con la tv e la radio accese, sistemate
sul pianoforte! Tra un po' perfeziono il trasporto del pianoforte
verticale da casa dei miei fin alla stanza dell'organo, così non
avrò che l'imbarazzo della scelta...
Letto "Perché ce la faremo" di Marco Roveda (ed. Ponte
alle Grazie, www.ponteallegrazie.it),
imprenditore etico della Fattoria Scaldasole e grande animatore del
portale www.lifegate.it, ove mi
son subito iscritta gratuitamente.
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