Diario

dicembre 2004



 
 
Mercoledì 8.   Ieri son riusciti per la prima volta nella mia vita ad infilarmi le lenti a contatto! Chi? Giada e l'ottico Sparviero. Lei si è fatta mettere da lui quelle colorate azzurro chiaro: sguardo penetrante! Stando in quel negozio-porto-di-mare per qualcosa come circa tre ore di parpellìi (da parpaglione: tipo di farfalla) alla fine ne son uscita diversamente:  "Riflesso corneale un corno!" Devo aggiungere, per amor di cronaca, che - dopo la discoteca - non son ancora riuscita a togliermele? Son passate 24 ore e non le sento assolutamente. Spero proprio che oggi (o, al limite, domani) quell'ottico sia aperto! Mi sa infatti che prima o poi dovrò precipitarmici...
Venerdì 10.   Riporto qui in calce, in caratteri dal color vermiglio, da un lettera che ho appena spedito ad un'amica, con qualche adattamento e omissis:
"La sensazione di svegliarsi, aprire gli occhi (nei quali non sento nessun corpo estraneo ma anzi come fossero finalmente naturali, in rivincita definitiva su questo mio pesante e annoso difetto), guardare e non essere dispersa nella nebbia padana come in un immenso nulla, ma VEDERE, e godere della vista del mondo: questo sì che è un miracolo!! Sento come se finalmente i miei occhi cominciassero solo ora a vivere, ad esser se stessi! Prima, passavo da un nulla disperante e sconfortante, alla finta precisione ottenuta tramite un apparecchio macchinoso, ingombrante, artificiale, una protesi per cui temere (che si rompa all'improvviso per uno scontro, una caduta, un imprevisto), un fantasmagorico marchingegno attraverso cui vedevo il mondo tutto molto arrotondato ai bordi, molto piccolo (ora, insperabilmente GRANDE), a fuoco - e neanche tanto - solo al centro, lo sguardo incarcerato, la testa serva dello sguardo, la goffaggine incorporata etc... Son 3 notti che non le tolgo e non le sento ancora... Mi bagno molto spesso gli occhi con colliri vari e lacrime da bicicletta (o di coccodrillo), li ho sempre umidi.
Tieni pure tutti i libri, non ne ho affato bisogno, anzi ne stiamo leggendo ben altri, Tre uomini in  barca e un altro più moderno, sempre umoristico, comici a crepapelle entrambi... E altri ancora in solitaria... Ma leggo meno, adesso, questo delirio inaudito delle lenti mi fa guardare il mondo per ore, con infinita, inesausta meraviglia, allora giro in bici come in estasi, vivo gli sguardi, mi immergo nella folla con un piacere sociale per me incredibile solo a concepirlo... E molto probabilmente vedrò più di 11 decimi, quando arriveranno le lenti toriche (cioè ANCHE astigmatiche), infatti ho esperimentato un intero pomeriggio varie combinazioni, tra diottrie miopiche e astigmatiche, fino alla perfezione assoluta! Da piccola vedevo 12 decimi, mi sa che tornerò, pur con qualche compromesso, agli antichi fasti... E' importante, infatti, la propria auto-percezione del difetto, e la capacità di auto-analizzare le proprie prestazioni in combutta con un ottimo ottico (che ho trovato nella persona di Sparviero, eh, sì, nomen omen) fino a metter a fuoco perfettamente, al massimo di quel che si può. Procedere, come in un percorso ad ostacoli del tutto virtuali tra biologia, feedbeck cognitivo, cultura scientifica (per l'analisi dei dati sensoriali), comunicazione con un tecnico esperto e tecnologia applicata - spingersi al massimo in quest'esplorazione, fino a diventare una specie di donna bionica! Che cosa splendida! Stravincere un handicap con le proprie capacità e l'aiuto della società tecnologica... Anche Valentino Rossi comunica così coi suoi tecnici, per migliorare le prestazioni della sua moto, grazie allo stesso meccanismo di collaborazione: mi è sembrato fantastico, quando l'ho letto in un'intervista. Nessun altro è capace di trovare le modifiche in assoluto più adatte a se stesso e alle proprie sensazioni in fatto di ciclistica e motore... Non importa quali parole si usino coi tecnici, conta solo la reciproca intelligenza della realtà e una comunicazione quasi subliminale, al limite dell'inconscio, dell'ineffabile, della telepatia per i dati tecnici... Vedremo se ce la farò anch'io, nel mio piccolo, a vincere la mia gara... Una miopona che vede 12 decimi! Questo sì, che è un paradosso - o un miracolo: la potenza della fede in se stessi combinata con l'eccellenza della moderna comunità economico-scientifico-tecnologica!
 
Bachir vorrebbe far un cous cous sabato o domenica questa, vediamo se mi sarà possibile..."
Martedì 21.   Ora indosso le lenti toriche, ma sono di più difficile portabilità, almeno per me, oltre a costare più del triplo di quelle sferiche...

Sabato scorso ho suonato due belle messe di Natale, poi battesimo la domenica, e domattina un funerale nella splendida chiesa dell'Immacolata di via Assarotti, dove avrò sotto mano e piede uno dei più begli organi della Liguria: 4 tastiere, 4 corpi di canne, mantenuto con cura: grandioso veramente...

Questo mese è stata pubblicata una mia foto su una rivista a carattere nazionale, mi è arrivata ieri per posta: una bella sorpresa di Natale...