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Lunedì 2. Ieri, in centro, giornata senz'auto (per me lo è
sempre, grazie alle mie fedeli cinque due ruote = 10) e inaugurazione del
Suq in festa alla Loggia della mercanzia di piazza Banchi, alle porte di un'Expo
strapieno. Ho suonato lo jembè quasi ininterrottamente dalle 6 a mezzanotte,
ero con Bescir, incontrato anche il suo grande amico Mohammed. Ho invitato
inviando sms (oggi non voglio proprio censurare nessun - peraltro innocuo -
giochetto di parole, o cifre!) anche altri miei amici, ma si vede che li devo
contattare a voce, amando tutti - oh, musica! - il suono della mia,
ancorchè mediatico, forse virtuale se non proprio reale (non potrei però
azzardare un virtuoso), sì, ma mai artificioso. Ora però sto
esagerando, come al solito non si capisce più niente, non c'è nè capo nè
coda. Insomma, non sono venuti, stringendo le fila. E stasera? La vedremo, dopo
le telefonate di oggi, se continueranno a persistere nel loro risibile
assenteismo! Nel mio piccolo, comunque, persevero in ben altre risibili
faccende, come si può facilmente arguire da quanto sopra - e sotto. Lory
& Ivy (loro sanno chi sono, vorrei ben vedere!) sono al lago (altro non so,
nè dove, per ora - mi si tiene così all'oscuro sulle questioni importanti...),
in un ameno agriturismo - e speriamo per loro in un ritorno felice, viste le
code che attanagliano le cinture autostradali liguri, prese d'assalto, come lo
sono in questo primo lungo week-end di giugno, da orde di longobardi e padani
senz'altro sbocco sul mare nostrum - quest'antico che scioglie ancora i
groppi interni col suo canto, il cui delirio sale agli astri ormai - e con lui
il delirio degli esasperati automobilisti, quasi autistici nei groppi
avvinghianti d'asfalto bollente, che questo nostro mediterraneo non scioglie,
anzi, stringe fitto intorno a sè. E chi non si sacrifica per i suoi ideali?
Mare, lago, sole, relax, bella vita... Tant'è il bene ch'io m'aspetto, ch'ogni
pena m'è diletto...
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Giovedì 5. Mia sorella compie gli anni oggi, è infatti un gemelli:
cena al ristorante "5 maggio" vicino allo scoglio di quarto dei mille
da dove partì Garibaldi per fare l'Italia (bisogna ancora fare gli italiani,
però) con marmotta, Ezio e Pietro.
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Sabato 7. Giugno, il mese dei ricongiungimenti (o della gioventù),
secondo una mia personale etimologia, da iungere (unire), da giogo: attaccare al
giogo (yoga, giunto), unire a due a due, appaiare. L'altra, e forse più
accreditata radice, è da Iunius (mese di Giunone), da cui anche giunonico,
giovane, iuniore. Questo mese passerà alla mia storia con un particolare
rilievo; il motivo di tanto calore sta nel miracoloso piegarsi della realtà a
questo doppio, quasi ambiguo significato: giugno: una parola a significare due
entità, in un magico, sorprendente connubio... Lory in fine settimana a bagno nel mare cristallino di Bari,
beata. Sto progettando un'altro fine settimana in montagna, da sola o quasi -
qui c'è troppo caldo, troppa società, ho voglia di spazio, di libertà: via
dalla provincia, un bel viaggio per l'universo, sì, quegli orizzonti così
elevati, quella sacra pace... Celeste, grigio e bianco delle cime, verde
splendente dei prati e dei boschi, ombra e sole a picco, vento fresco e pelle
cotta, acqua gelida che idrata ma non disseta, sì, non basta mai... Non ce
l'ho più fatta ad andare al Suq, troppe altre cose da fare, anzi - le azioni
non c'entrano per nulla - troppo essere, nella quieta estasi di una lenta
disperazione... E quanti libri, quanti titoli mi accompagnano, mi sostengono in
questo delicatissimo, accecante percorso di un'improbabile vita a due: Le notti
bianche (Dostojevskij), Sangue e arena (Ibanez), L'amicizia (Ben Jelloun),
L'amante e Scrivere (Duras), Superba è la notte (Merini), Nudi e crudi
(Bennett), Frammenti (Saffo), L'identità (Maalouf), Storia di un'anima (Santa
Teresa del Bambin Gesù)...
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Giovedì 12. Al suq, il gran finale di domenica scorsa, ho
incontrato Gloria, Bescir, Paola e Francesca, Angelo, Massimo detto "Il
pigiamino" (da piccolo scappava dal letto per recitar poesie per le
strade).
Informo amici e nemici, generosi e invidiosi, che oggi parto per la più
bella catena montuosa d'Europa: il gruppo del Rosa e del Cervino, secondi solo
al gruppo del Bianco, quanto ad altezza. Porto con me tanti libri (manco a
dirlo!) e poco altro. Un lungo viaggio in treno e
pullmann della vallata, circa sei, fino a sette ore di spostamento solo per
l'andata, rese appena sopportabili dalla lettura, dalle distrazioni del
paesaggio, dalle più o meno amabili conversazioni con gli altri viaggiatori. Un
lungo viaggio sola, una vacanza solitaria... Secondo i miei piani, torno a
Genova lunedì notte - un tempo si aggiungeva (forse scaramanticamente): se Dio
vuole.
Dopodichè inizierà il 9° Festival internazionale della poesia al palazzo
Ducale di Genova, manifestazione lodevole, inedita, interessante. Dal 20 giugno
al primo luglio, dalle 21 alle 23, tutte le sere, se è come l'anno scorso.
Invito chiunque, ma soprattutto i miei amici (anche i mouse-friends), a venire a
sentire i moderni poeti recitare le loro ultime effervescenze in questo
laboratorio annuale, il festival internazionale di poesia completamente gratuito
più lungo del mondo. Ci vediamo tutti lì? Diverse già le adesioni, che col
debito permesso dei diretti interessati verranno rese note al tempo più
opportuno su questa pubblica colonna di parole.
Il prossimo aggiornamento di questo sito? Non prima di martedì prossimo,
perchè da ora sarò sulle nuvole, come nella foto del frame qui a sinistra, per
un sano (meritato - quien sabe?) riposo, bellamente costellato di eccellenti
fatiche (viaggi, gite, letture...).
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Mercoledì 18. Son poi tornata un giorno dopo, martedì sera.
Appuntamento subito, alle 22, al CSOA (Centro Sociale Autogestito) Zapata di
Sampierdarena (sempre in bici - Silvy mi ha detto che in salita vado a 30
all'ora, in pianura a 40 - tempi del cruscotto della sua moto), dietro al
Teatro Modena, col gruppuscolo della Lory, poi bevutina in un baretto lì vicino
(io sempre Schweppes Lemon o Lemonsoda - volevo provare la nuovissima Fanta
Lemon, presente a sorpresa sul menù ma esaurita per quella sera).
Stasera, invece, riunione del gruppo di meditazione Baha'ì in casa
Marescotti a quarto, probabilmente Luisa mi fa suonare il loro pianoforte
verticale austriaco per la parte "sociale" della serata. Poi altra
uscitina con amiche.
Domattina ho un appuntamento per farmi la carta d'identità elettronica, solo
che mi accorgo ora di non trovar il passaporto. Ce la farò? Son i tanti impegni
di quest'oggi, è chiaro che ho badato solo alle cose più importanti: suonare,
insegnare, e non ultimo scrivere qui sul mio spazietto virtuale... Ma stanotte,
tornata da questo doppio appuntamento (e tripla biciclettata), lo cercherò
ben bene!
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Venerdì 20. Trovato passaporto, fatta carta d'identità elettronica
(per cui è sufficiente portar la carta d'identità vecchia, valida anche se
scaduta). Completamente gratuita! Fanno persino la foto digitale con una
macchinetta. Chiedono se si vuol lasciare l'impronta del dito indice destro, a
scelta facoltativa: ho detto di no, quando sarà obbligatorio la lascerò
anch'io, come tutti gli altri. Basta presentarsi agli uffici del comune di
Genova, e prenotare un appuntamento (di solito alle 8,30 del mattino) alla
stanza 23, cioè appena entrati, dall'entrata principale di corso Torino, alla
destra dell'ufficio informazioni. Ne possono fare un numero limitato al giorno.
Era da tanto che la desideravo, con tutte le sue avveniristiche funzioni e
servizi futuri - per ora non ancora attivi, ma lo diverranno presto, di certo
entro i cinque anni della sua validità.
Ho appena saputo che una mia allieva di pianoforte, Virginia Baroncelli, ha
superato brillantemente l'esame di ammissione al corso di Pianoforte nel
corservatorio di Genova. E' classificata 12° su una novantina di esaminandi, e
quest'anno ne prendono 13. E' per me un grande successo professionale veder
riconosciuto il mio lavoro. Anche lei è felicissima, con tutta la sua famiglia.
Due anni fa è successo l'opposto con un'altra mia allieva, Chiara Carossa, che
ora frequenta quindi il corso di arpa: classificata 13° ma ne han presi solo
12. Una bella sfortuna, accidenti! L'anno prima ne avevano presi 14, per
esempio. Il numero degli ammessi varia sensibilmente ogni anno, a seconda dei
posti disponibili, dei trasferimenti da altri conservatori, etc.
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Sabato 21. Ieri sera inizio non proprio travolgente del 9° Festival internazionale della poesia al palazzo
Ducale, con Foà che da attore recita poesie altrui, con notevole distacco.
Preferisco un oscuro poeta che legga attingendo alla farina del suo sacco, con
coinvolgimento personale, fosse anche da considerarsi antiprofessionale rispetto
alla dizione, recitazione, voce impostata, etc. Presenti: Pietro, Raffaella,
Silvia, Loredana ed io, arrivati tutti con discreti ritardi e usciti prima della
fine per noia dilagante. Non dico che agli amanti di Foà o dell'ambiente
teatrale la cosa non sia piaciuta, anzi, per loro forse era il massimo, come per
noi è stata però una delusione. Le prossime sere abbiamo veri poeti: almeno
saranno se stessi, non reciteranno poesie di qualcun altro.
Oggi due matrimoni, rosario e messa! Giornata molto
impegnativa, quindi. Poi mi posso considerare in vacanza, seppur con qualche
sinecura.
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Lunedì 23. Ieri ho suonato al battesimo di Valentina, figlia di mio
cugino Stefano, presenti tutti i miei parenti genovesi. C'è un grandiso organo
a tre tastiere e tre corpi di canne, anche la chiesa di corso Firenze 4 è molto bella e preziosa,
mi ha dato soddisfazione. Siamo poi andati a spianata Castelletto a passar il
resto del pomeriggio insieme, indi ha avuto inizio quel che si diceva un
rinfresco, e che è stato invece una cena pantagruelica, innaffiata da decalitri
di acqua frizzante e buoni vini, fino a notte. E' saltato così l'appuntamento
con Silvia e altri al Festival di poesia del Ducale, ma ci rifaremo ampiamente
oggi con il quadruplice evento poetico di stasera, e con un nostro appuntamento
pomeridiano per incidere un'aria nel mio studio pianistico.
Pietro invece sta avanzando come un bolide nel suo itinerario di tutta l'alta
via delle alpi in mountain bike: stanotte ha dormito al passo dello Stelvio
passando per Livigno, ieri era in un rifugio in val Viola a 2300 m. Ne
approfitta perchè si è fatto il ponte genovese di San Giovanni Battista e
quindi questa tappa è lunga ben 4 giorni. Nessuno è in grado di seguirlo in
quelle tappe proibitive in cui impegna tanti week-end, sarà il primo a
completare l'alta via delle alpi, iniziata dalle alpi marittime, per tutta la
sfilza mnemotecnica di "Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù" fino alle alpi
Giulie.
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Sabato 28. Mi son rapata a zero i capelli, avevo troppo caldo, e poi
secondo diversa gente sto molto meglio di prima; quando porto capelli non corti
sembro un capellone, sempre così trasandati, ribelli come sono al pettine e
quindi toccati solo dal vento ligustre delle mie cinque bici, in corsa dal
mattino alla sera. E' da trent'anni che vado da Tony in Albaro, è proprio
l'unico che capisca i miei gusti, conoscendomi così bene fin da piccolina,
l'unico da cui mi faccio toccare la testa; con i pochissimi altri con cui l'ho
"tradito tanto per provare" è stato sempre un gran disastro, ma lui
è un vero artista, scolpisce come con un finissimo scalpellino, mi stupisce per
la modernità, si aggiorna in continuazione a Milano e ha un suo stile
personale, con cui mi interpreta, fa di me un quadro, non so dir di più (e
forse ho detto anche troppo)...
Stasera pizzata con amiche, ci vediamo al "Medioevo" di borgo
Incrociati alle 21, poi discoteca in riviera. Forse parto di nuovo per la
montagna lunedì prossimo: con chi? Boh, le carte son così oscure finora... Mi
è venuta l'idea di prender la patente A2 per le moto fino a 1000 cc.
Quest'estate studio la teoria, mi compro il libretto, a settembre vediamo di dar
l'esame. E' un progetto fattibile, dopo tutto son 21 anni che vado in bici in
città, quella moto mi servirà per i grandi viaggi, nord Italia, le riviere
liguri, forse un bel giretto per l'Europa, chissà? Non voglio certo appendere
le mie bici ad un chiodo, son la mia palestra quotidiana, ma così potrò andar
in montagna nei fine settimana liberi, senza le defatiganti tappe forzate del
"treno più corriera", che, se va bene, non impiegano meno di 6 ore e
quindi rendono virtualmente impossibili tutti quei bei weekend che avrei a mia
completa disposizione...
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Oggi parto di nuovo per i monti, con una cara amica indecisa sino all'ultimo -
deve fare certe sue commissioni... - ma ora ci diamo una mossa, eh? Ieri fantastica serata di poesie
(veramente splendida, veri, grandissimi poeti, arabi prigionieri ed esiliati per anni a causa dei loro scritti)
con Lory & Ivy e Silvia. Alle poesie qualche grande assente (ma non un fantasma,
come dice uno di questi - a proposito, sto bene, Bescir, non ti preoccupare!
Vai sempre alle poesie, tranne quando ci vado io? Ma allora!...). Lory &
Ivy son poi andate a veder i fuochi, io ho proseguito la serata con Silvy
bevendo aranciata al bar Berto di piazza delle Erbe, infine ho visto Marco: ci
cercavamo al Ducale delle poesie, con ampie descrizioni fisiche e di
abbigliamento, ma lui era da un'altra parte,
al Festival musicale del mediterraneo, superbo secondo lui, soprattutto le
percussioni etniche africane. Avrei voluto esser ovunque ieri sera, ma...
Sembravamo due pazzi, o due ciechi, o entrambe le cose, a cercarci in due posti
diversi! Poi siam andati a mangiar qualcosa in corso
Italia, era digiuno sin dal mattino. Nella sua macchinona monovolume aveva tutti
gli enormi zaini per il parapendio, oltre all'ospite inatteso che era la mia
bici da corsa postmoderna "apina", chiamata così perché recentemente
dipinta di giallo e nero da un mio allievo.
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