Diario

giugno 2003



 
 

Lunedì 2.   Ieri, in centro, giornata senz'auto (per me lo è sempre, grazie alle mie fedeli cinque due ruote = 10) e inaugurazione del Suq in festa alla Loggia della mercanzia di piazza Banchi, alle porte di un'Expo strapieno. Ho suonato lo jembè quasi ininterrottamente dalle 6 a mezzanotte, ero con Bescir, incontrato anche il suo grande amico Mohammed. Ho invitato inviando sms (oggi non voglio proprio censurare nessun - peraltro innocuo - giochetto di parole, o cifre!) anche altri miei amici, ma si vede che li devo contattare a voce, amando tutti - oh, musica! - il suono della mia, ancorchè mediatico, forse virtuale se non proprio reale (non potrei però azzardare un virtuoso), sì, ma mai artificioso. Ora però sto esagerando, come al solito non si capisce più niente, non c'è nè capo nè coda. Insomma, non sono venuti, stringendo le fila. E stasera? La vedremo, dopo le telefonate di oggi, se continueranno a persistere nel loro risibile assenteismo! Nel mio piccolo, comunque, persevero in ben altre risibili faccende, come si può facilmente arguire da quanto sopra - e sotto.

Lory & Ivy (loro sanno chi sono, vorrei ben vedere!) sono al lago (altro non so, nè dove, per ora - mi si tiene così all'oscuro sulle questioni importanti...), in un ameno agriturismo - e speriamo per loro in un ritorno felice, viste le code che attanagliano le cinture autostradali liguri, prese d'assalto, come lo sono in questo primo lungo week-end di giugno, da orde di longobardi e padani senz'altro sbocco sul mare nostrum - quest'antico che scioglie ancora i groppi interni col suo canto, il cui delirio sale agli astri ormai - e con lui il delirio degli esasperati automobilisti, quasi autistici nei groppi avvinghianti d'asfalto bollente, che questo nostro mediterraneo non scioglie, anzi, stringe fitto intorno a sè. E chi non si sacrifica per i suoi ideali? Mare, lago, sole, relax, bella vita... Tant'è il bene ch'io m'aspetto, ch'ogni pena m'è diletto...

Giovedì 5.   Mia sorella compie gli anni oggi, è infatti un gemelli: cena al ristorante "5 maggio" vicino allo scoglio di quarto dei mille da dove partì Garibaldi per fare l'Italia (bisogna ancora fare gli italiani, però) con marmotta, Ezio e Pietro.
Sabato 7.   Giugno, il mese dei ricongiungimenti (o della gioventù), secondo una mia personale etimologia, da iungere (unire), da giogo: attaccare al giogo (yoga, giunto), unire a due a due, appaiare. L'altra, e forse più accreditata radice, è da Iunius (mese di Giunone), da cui anche giunonico, giovane, iuniore. Questo mese passerà alla mia storia con un particolare rilievo; il motivo di tanto calore sta nel miracoloso piegarsi della realtà a questo doppio, quasi ambiguo significato: giugno: una parola a significare due entità, in un magico, sorprendente connubio...

Lory in fine settimana a bagno nel mare cristallino di Bari, beata.

Sto progettando un'altro fine settimana in montagna, da sola o quasi - qui c'è troppo caldo, troppa società, ho voglia di spazio, di libertà: via dalla provincia, un bel viaggio per l'universo, sì, quegli orizzonti così elevati, quella sacra pace... Celeste, grigio e bianco delle cime, verde splendente dei prati e dei boschi, ombra e sole a picco, vento fresco e pelle cotta, acqua gelida che idrata ma non disseta, sì, non basta mai...

Non ce l'ho più fatta ad andare al Suq, troppe altre cose da fare, anzi - le azioni non c'entrano per nulla - troppo essere, nella quieta estasi di una lenta disperazione... E quanti libri, quanti titoli mi accompagnano, mi sostengono in questo delicatissimo, accecante percorso di un'improbabile vita a due: Le notti bianche (Dostojevskij), Sangue e arena (Ibanez), L'amicizia (Ben Jelloun), L'amante e Scrivere (Duras), Superba è la notte (Merini), Nudi e crudi (Bennett), Frammenti (Saffo), L'identità (Maalouf), Storia di un'anima (Santa Teresa del Bambin Gesù)...

Giovedì 12.   Al suq, il gran finale di domenica scorsa, ho incontrato Gloria, Bescir, Paola e Francesca, Angelo, Massimo detto "Il pigiamino" (da piccolo scappava dal letto per recitar poesie per le strade).

Informo amici e nemici, generosi e invidiosi, che oggi parto per la più bella catena montuosa d'Europa: il gruppo del Rosa e del Cervino, secondi solo al gruppo del Bianco, quanto ad altezza. Porto con me tanti libri (manco a dirlo!) e poco altro. Un lungo viaggio in treno e pullmann della vallata, circa sei, fino a sette ore di spostamento solo per l'andata, rese appena sopportabili dalla lettura, dalle distrazioni del paesaggio, dalle più o meno amabili conversazioni con gli altri viaggiatori. Un lungo viaggio sola, una vacanza solitaria... Secondo i miei piani, torno a Genova lunedì notte - un tempo si aggiungeva (forse scaramanticamente): se Dio vuole.

Dopodichè inizierà il 9° Festival internazionale della poesia al palazzo Ducale di Genova, manifestazione lodevole, inedita, interessante. Dal 20 giugno al primo luglio, dalle 21 alle 23, tutte le sere, se è come l'anno scorso. Invito chiunque, ma soprattutto i miei amici (anche i mouse-friends), a venire a sentire i moderni poeti recitare le loro ultime effervescenze in questo laboratorio annuale, il festival internazionale di poesia completamente gratuito più lungo del mondo. Ci vediamo tutti lì? Diverse già le adesioni, che col debito permesso dei diretti interessati verranno rese note al tempo più opportuno su questa pubblica colonna di parole.

Il prossimo aggiornamento di questo sito? Non prima di martedì prossimo, perchè da ora sarò sulle nuvole, come nella foto del frame qui a sinistra, per un sano (meritato - quien sabe?) riposo, bellamente costellato di eccellenti fatiche (viaggi, gite, letture...).

Mercoledì 18.   Son poi tornata un giorno dopo, martedì sera. Appuntamento subito, alle 22, al CSOA (Centro Sociale Autogestito) Zapata di Sampierdarena (sempre in bici - Silvy mi ha detto che in salita vado a 30 all'ora, in pianura a 40 - tempi del cruscotto della sua moto), dietro al Teatro Modena, col gruppuscolo della Lory, poi bevutina in un baretto lì vicino (io sempre Schweppes Lemon o Lemonsoda - volevo provare la nuovissima Fanta Lemon, presente a sorpresa sul menù ma esaurita per quella sera).

Stasera, invece, riunione del gruppo di meditazione Baha'ì in casa Marescotti a quarto, probabilmente Luisa mi fa suonare il loro pianoforte verticale austriaco per la parte "sociale" della serata. Poi altra uscitina con amiche.

Domattina ho un appuntamento per farmi la carta d'identità elettronica, solo che mi accorgo ora di non trovar il passaporto. Ce la farò? Son i tanti impegni di quest'oggi, è chiaro che ho badato solo alle cose più importanti: suonare, insegnare, e non ultimo scrivere qui sul mio spazietto virtuale... Ma stanotte, tornata da questo doppio appuntamento (e tripla biciclettata), lo cercherò ben bene!

Venerdì 20.   Trovato passaporto, fatta carta d'identità elettronica (per cui è sufficiente portar la carta d'identità vecchia, valida anche se scaduta). Completamente gratuita! Fanno persino la foto digitale con una macchinetta. Chiedono se si vuol lasciare l'impronta del dito indice destro, a scelta facoltativa: ho detto di no, quando sarà obbligatorio la lascerò anch'io, come tutti gli altri. Basta presentarsi agli uffici del comune di Genova, e prenotare un appuntamento (di solito alle 8,30 del mattino) alla stanza 23, cioè appena entrati, dall'entrata principale di corso Torino, alla destra dell'ufficio informazioni. Ne possono fare un numero limitato al giorno. Era da tanto che la desideravo, con tutte le sue avveniristiche funzioni e servizi futuri - per ora non ancora attivi, ma lo diverranno presto, di certo entro i cinque anni della sua validità.

Ho appena saputo che una mia allieva di pianoforte, Virginia Baroncelli, ha superato brillantemente l'esame di ammissione al corso di Pianoforte nel corservatorio di Genova. E' classificata 12° su una novantina di esaminandi, e quest'anno ne prendono 13. E' per me un grande successo professionale veder riconosciuto il mio lavoro. Anche lei è felicissima, con tutta la sua famiglia. Due anni fa è successo l'opposto con un'altra mia allieva, Chiara Carossa, che ora frequenta quindi il corso di arpa: classificata 13° ma ne han presi solo 12. Una bella sfortuna, accidenti! L'anno prima ne avevano presi 14, per esempio. Il numero degli ammessi varia sensibilmente ogni anno, a seconda dei posti disponibili, dei trasferimenti da altri conservatori, etc.

Sabato 21.   Ieri sera inizio non proprio travolgente del 9° Festival internazionale della poesia al palazzo Ducale, con Foà che da attore recita poesie altrui, con notevole distacco. Preferisco un oscuro poeta che legga attingendo alla farina del suo sacco, con coinvolgimento personale, fosse anche da considerarsi antiprofessionale rispetto alla dizione, recitazione, voce impostata, etc. Presenti: Pietro, Raffaella, Silvia, Loredana ed io, arrivati tutti con discreti ritardi e usciti prima della fine per noia dilagante. Non dico che agli amanti di Foà o dell'ambiente teatrale la cosa non sia piaciuta, anzi, per loro forse era il massimo, come per noi è stata però una delusione. Le prossime sere abbiamo veri poeti: almeno saranno se stessi, non reciteranno poesie di qualcun altro.

Oggi due matrimoni, rosario e messa! Giornata molto impegnativa, quindi. Poi mi posso considerare in vacanza, seppur con qualche sinecura.

Lunedì 23.   Ieri ho suonato al battesimo di Valentina, figlia di mio cugino Stefano, presenti tutti i miei parenti genovesi. C'è un grandiso organo a tre tastiere e tre corpi di canne, anche la chiesa di corso Firenze 4 è molto bella e preziosa, mi ha dato soddisfazione. Siamo poi andati a spianata Castelletto a passar il resto del pomeriggio insieme, indi ha avuto inizio quel che si diceva un rinfresco, e che è stato invece una cena pantagruelica, innaffiata da decalitri di acqua frizzante e buoni vini, fino a notte. E' saltato così l'appuntamento con Silvia e altri al Festival di poesia del Ducale, ma ci rifaremo ampiamente oggi con il quadruplice evento poetico di stasera, e con un nostro appuntamento pomeridiano per incidere un'aria nel mio studio pianistico.

Pietro invece sta avanzando come un bolide nel suo itinerario di tutta l'alta via delle alpi in mountain bike: stanotte ha dormito al passo dello Stelvio passando per Livigno, ieri era in un rifugio in val Viola a 2300 m. Ne approfitta perchè si è fatto il ponte genovese di San Giovanni Battista e quindi questa tappa è lunga ben 4 giorni. Nessuno è in grado di seguirlo in quelle tappe proibitive in cui impegna tanti week-end, sarà il primo a completare l'alta via delle alpi, iniziata dalle alpi marittime, per tutta la sfilza mnemotecnica di "Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù" fino alle alpi Giulie.

Sabato 28.   Mi son rapata a zero i capelli, avevo troppo caldo, e poi secondo diversa gente sto molto meglio di prima; quando porto capelli non corti sembro un capellone, sempre così trasandati, ribelli come sono al pettine e quindi toccati solo dal vento ligustre delle mie cinque bici, in corsa dal mattino alla sera. E' da trent'anni che vado da Tony in Albaro, è proprio l'unico che capisca i miei gusti, conoscendomi così bene fin da piccolina, l'unico da cui mi faccio toccare la testa; con i pochissimi altri con cui l'ho "tradito tanto per provare" è stato sempre un gran disastro, ma lui è un vero artista, scolpisce come con un finissimo scalpellino, mi stupisce per la modernità, si aggiorna in continuazione a Milano e ha un suo stile personale, con cui mi interpreta, fa di me un quadro, non so dir di più (e forse ho detto anche troppo)...

Stasera pizzata con amiche, ci vediamo al "Medioevo" di borgo Incrociati alle 21, poi discoteca in riviera. Forse parto di nuovo per la montagna lunedì prossimo: con chi? Boh, le carte son così oscure finora...

Mi è venuta l'idea di prender la patente A2 per le moto fino a 1000 cc. Quest'estate studio la teoria, mi compro il libretto, a settembre vediamo di dar l'esame. E' un progetto fattibile, dopo tutto son 21 anni che vado in bici in città, quella moto mi servirà per i grandi viaggi, nord Italia, le riviere liguri, forse un bel giretto per l'Europa, chissà? Non voglio certo appendere le mie bici ad un chiodo, son la mia palestra quotidiana, ma così potrò andar in montagna nei fine settimana liberi, senza le defatiganti tappe forzate del "treno più corriera", che, se va bene, non impiegano meno di 6 ore e quindi rendono virtualmente impossibili tutti quei bei weekend che avrei a mia completa disposizione...

Oggi parto di nuovo per i monti, con una cara amica indecisa sino all'ultimo - deve fare certe sue commissioni... - ma ora ci diamo una mossa, eh?

Ieri fantastica serata di poesie (veramente splendida, veri, grandissimi poeti, arabi prigionieri ed esiliati per anni a causa dei loro scritti) con Lory & Ivy e Silvia. Alle poesie qualche grande assente (ma non un fantasma, come dice uno di questi - a proposito, sto bene, Bescir, non ti preoccupare! Vai sempre alle poesie, tranne quando ci vado io? Ma allora!...). Lory & Ivy son poi andate a veder i fuochi, io ho proseguito la serata con Silvy bevendo aranciata al bar Berto di piazza delle Erbe, infine ho visto Marco: ci cercavamo al Ducale delle poesie, con ampie descrizioni fisiche e di abbigliamento, ma lui era da un'altra parte, al Festival musicale del mediterraneo, superbo secondo lui, soprattutto le percussioni etniche africane. Avrei voluto esser ovunque ieri sera, ma... Sembravamo due pazzi, o due ciechi, o entrambe le cose, a cercarci in due posti diversi! Poi siam andati a mangiar qualcosa in corso Italia, era digiuno sin dal mattino. Nella sua macchinona monovolume aveva tutti gli enormi zaini per il parapendio, oltre all'ospite inatteso che era la mia bici da corsa postmoderna "apina", chiamata così perché recentemente dipinta di giallo e nero da un mio allievo.