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Venerdì 11. Ieri son tornata dalla montagna a Genova, alle 5 ero in
casa mia, poi passando a piedi davanti alla casa di mia cugina per andar ad
aggiustar la mia bici da corsa, mi ha gentilmente offerto un passaggio fino a
Cicli Cocchi in via Pisacane. Graziano mi ha consegnato un'altra bici che avevo
lì in giacenza, aggiustando subito anche quella che gli ho portato ieri. Così
son uscita felice con due bici, una l'ho parcheggiata lì vicino, con quella da
corsa son andata alla Berio a restituir dei libri, incontrando Silvy che
studiava arte al primo piano. Mia cugina mi ha lasciato il cofanetto del
Decalogo di Kieslowski, quindi avevo uno zaino zavorrato, tra una mezza dozzina
di libri e nove videocassette con dieci libretti, ma Silvy fortissima e
instancabile me lo ha portato per un bel tratto, facendo per una sua amica la
spesa alla Coop di piazza De Ferrari. Ho mangiato una porzione di falafel in via
della Maddalena, poi sola son andata a casa dei miei, posando finalmente le
videocassette e tre libri che non ho fatto in tempo a restituire alla De Amicis;
c'era mia sorella contenta di aver fatto passi da gigante nella fisioterapia
dopo la rottura dell'omero. Qualche telefonata e via in piazza delle Erbe da
Lory, Ivy e altri del circolo arci, è venuta quasi una riunione. Lory mi ha
fatto provare la sua moto Virago 535 cc. che grazie alla sella bassa e al poco
peso è l'ideale di comodità e maneggevolezza per una donna. Ma io ora son
fissata con la Ducati Monster 600 Dark, che con qualche piccolo ritocco potrebbe
risultare la mia moto ideale. Devo iscrivermi a scuola guida per le moto, forse
già oggi avrò manuale di teoria (esame da dare a settembre) e foglio rosa. Per
l'esame di pratica, lo farò di sicuro più in là, non ho mai guidato alcunchè
di motorizzato, finora! Ma dopo 21 anni di ciclistica so il fatto mio su strada
e due ruote...
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Sabato 12. Vedo che qualcuno ha dei dubbi sul mio futuro da
centaura. Secondo me è molto più difficile e pericoloso, oltre che faticoso,
andare in bicicletta in una metropoli dal traffico veloce e dalle continue
salite discese curve strettoie slarghi com'è la città di Genova - prova ne sia
il fatto che i ciclisti urbani sono mosche bianche (ma non certo in via
d'estinzione), mentre i motociclisti sono la schiacciante (solo metaforicamente)
maggioranza, favoriti come sono dall'orografia del territorio, stretto e avaro
anche nei parcheggi per auto - e questo cosa c'entra? Direte voi. C'entra,
perchè gli scuteristi (da "scooter") qui superano in numero di gran
lunga non solo i ciclisti, ma anche gli autisti, accomunati entrambi però da un
comune sentire: ormai si sanno padroni del mondo, con quel grazioso rombo che
producono i loro motori di cui van tutti ben fieri. Io invece so che è un gran
danno per l'ecologia (mi sembra di sentirvi: Ma va'!) se mi prendo la patente e
vado in moto, in macchina - non ne sarò mai fiera, semmai son fiera delle mie
bici (cioè di me stessa, verrebbe da concludere, no?), mai di una cosa che
considero come una concessione (una debolezza, un avvilimento...) alla
mia egoistica comodità, alla mentalità corrente (in tutti i sensi - anche se
poi si sta immobili su un seggiolino, quando si ha un motore ai propri comandi),
allo spirito leggero e spensierato tipico di questi nostri tempi bui - il
moderno medioevo tecnologico e meccanicista, spiritualista q.b. (quanto basta) a
sentir tutto ciò che esiste e che facciamo come buono, bello, giusto, o quanto
meno ingiudicabile, e la vita umana un progresso (se non altro imperscrutabile)
verso il paradiso futuro che ci aspetta prima o, secondo forse altri, dopo la/e
morte/i (o le successive tappe dell'Itinerarium mentis in Deum)... Già.
So quel che è male, e lo faccio, ha scritto san Paolo in una memorabile
lettera. E chi sa non ha neanche la scusante dell'ignoranza. Pensavo che non
sarei mai arrivata a questo, a guidare un motore che emette puzza di
morte al suo passaggio - che discesa verso la mia ignominia: quella cioè di
essere incoerente per natura - E invece... O ironica,
come forse direbbe Socrate (e come di sicuro direi io - perchè tirar in ballo
simili spauracchi della cultura alta? Siamo tutti autori, ormai, tutti
leggibili, tutti citabili, tutti incastrati in questo dolce gioco delle parole
sociali...). O ambigua. O imperfetta.
Niente di meno.
Ebbene ieri ho comprato il manuale di teoria e il libro dei quiz d'esame (20
euro), per l'iscrizione aspetto di essermelo studiato bene, in modo da sfruttare
appieno il tirocinio dei sei mesi di foglio rosa, che penso quindi di richiedere
a settembre, dopo la pausa estiva. Con che moto mi allenerò, tornata a Genova e
imparata a menadito (si fa per dire) la teoria? Altro curioso quesito, visto che
le lezioni di moto guida costano 25 euro l'ora, e non intendo certo sprecarle
invano. Ma forse trovo qualche amico paziente (l'impaziente sarò io,
piuttosto). Intanto anche un mio allievo di pianoforte sta studiando per
guidare le 125 cc. allo scoccare dei sedici anni, gli piacerebbe la Mito
della Cagiva o la simile (ma mai all'altezza) dell'Aprilia, però ancora la
situazione è nebulosa - fluida - aperta...
Espletata la macchinosa procedura per comprare il dominio www.lagomarsino.it.
Fatto, finalmente. Ora il problema è farlo funzionare, con www.aruba.it
è molto difficile lavorare, anche se più stimolante di www.interfree.it
con cui gestisco attualmente questo sito. Mah, tenta oggi, tenta domani, prima o
poi inauguerò anche quell'altra vetrina. Oggi viene Stefano Bruzzese da me,
chissà che insieme non riusciamo? Nel nuovo dominio ho spazio illimitato -
quello che mi ci voleva, ormai - e cinque e-mail - ma non so bene cosa farmene,
ce n'ho già fin troppe, mah, completamente inutili secondo me, forse una del
tipo info@lagomarsino.it poteva ancora
essermi utile, ma più di così dovrei avere un'azienda e dei dipendenti per
poter affermare che possano veramente servir a qualcosa...
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Martedì 15. E' scoccata la mezzanotte, quindi metto giustamente la data di quel
che psicologicamente mi sembra ancora domani, e che in effetti vedrò appieno
solo dopo una bella dormita. Oggi, quindi, parto di nuovo verso ciò che ho
lasciato da poco tempo (ma ormai mi sembra troppo). Quell'aria fatta di
rarefazione, quel mondo di un nulla perfetto, quel minimo commercio sociale,
quella solitudine insieme immensa e desiderabile per raggiungere la pace -
espandibile, vacua, slavata parola... I monti! Le cime! L'essere senza altro
incomodo. La stasi della contamplazione. La grazia della natura. La maestà
delle grandezze fisiche. La pace. La gioia (magari!). L'essere nel posto giusto
perchè questo è il più discreto, il più assente, il più sottile dei luoghi
possibili... E stare in quel vuoto con un libro, per essere ancora altrove... (e
volare in quell'aria con lo sguardo, con il pensiero, ANCHE COL CELLULARE PERO',
essere immateriali, non essere se non sospesi come nel nulla...). Dimenticarsi.
Liberi. Svanire.
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