Diario

luglio 2004



 
 
Lunedì 19.   Eh, sì, son tornata, sabato mattina, per un mini tour de force tra le regioni d'Italia, infatti il mio piano è di scappare di qui, da questa città ora effervescente e tentacolare, e ritornarmene lassù, tra quei monti eterni, nel giro di qualche giorno. Et voilà: suonati messa, battesimo, data un'ultima lezione estiva, si riparte per il fresco: si andava dagli 8 ai 14 gradi, quanto ad escursione termica circadiana...

Dovevo anche andar al circolo scacchistico "Luigi Centurini" per finire di organizzare quel benedetto torneo agostano e valdostano, vorrei avere i foglietti per gli abbinamenti di giocatori/partita, e altre informazioni... E' un impegno leggero e piacevole, ciò che ho preso a chiamare, nella mia vita (con un'insistenza selvaggia), sinecura.

Ma devo anche contattare il parroco di dove andrò, da settembre, a far la libraia, qui a Genova, un lavoro che mi piace moltissimo (suppongo) -le mattine, così mi rimangono i pomeriggi per le mie solite cose (sinecure? No, qualcosa di più, suvvia!) Una vita dedicata alla musica, alla lettura, ai giochi, allo sport: vi pare poco?

Ma non è solo per queste cose che dovevo scender quaggiù. C'è il mio grande amore per questa città, ambivalente nel mio cuore, ma sempre e comunque presente a me anche di lontano... E gli amici, dopo un'ebdomade di solitudine estrema, ai limiti della pratica ascetica degli stiliti nel deserto... Oh, be', al bar ho preso a leggere un'accozzaglia di giornali che qui non mi prendo mai la briga di comprare: Corriere della Sera, La Stampa, Le Monde (che preferisco a Le Figaro per il formato più compatto), e che quaggiù son per lo più assenti dai bar, soppiantati dalle produzioni nostrane de Il Secolo XIX, La Repubblica e così via. Insomma, tanto per essere informata, visto che non c'è la tv - grandissima liberazione, amen! Ma ho portato una radiolina con cui prendo in AM canali tunisini in arabo, con le loro musiche orientaleggianti, canali tedeschi, francesi, spagnoli e di lingue più imprecisate dell'est europeo che non oso azzardare, e chiamerò genericamente canali "slavi", più una buona parte di quelli italiani in FM - e son particolarmente grata per la cultura che Rai 1 e Rai 3 portano avanti, nell'ombra diciamo così, perchè senza i riflettori delle sorelle maggiori televisive. Ma naturalmente, i libri fan la parte del leone, quando son sola: sto finendo Underworld di Don De Lillo, un vero capolavoro che mi ha aperto le porte della modernità, più la solita somma eterogenea (perchè dettata esclusivamente dal piacere), di una congerie di altri libri in varie lingue che mi allietano ore silenziose, o meglio con sottofondo musicale di jazz e musica classica, infatti ho portato persino un lettore CD (sempre con sole cuffie, che, sì, danno un po' di fastidio, alla lunga!) e i miei favorites, quando voglio andare sul sicuro, facendomi grazia delle interruzioni e della casualità propositiva della radio, più utile come strumento di conoscenza, che non di meditazione contemplativa - pratica alla quale mi abbandono volentieri nei prati, in luoghi ripidi e solitari, prendendo il sole sdraiata su qualche pietrone, nella pace dei sensi e della mente, non senza un qualche beneficio dal carattere elusivo, aleatorio - del genere di cui la riproduzione coatta in città proprio non riesce a rendere l'idea, decisamente: no! Il contesto è tutto, durante la lettura... Bisogna dar spazio e tempo all'autore per esprimenrsi liberamente nel cavo del cervello, lasciandolo risuonare a lungo e in largo, con un orizzonte aperto davanti, senza orologio nè orgoglio...