| Lunedì
19. Eh, sì, son tornata, sabato mattina, per un mini tour
de force tra le regioni d'Italia, infatti il mio piano è di
scappare di qui, da questa città ora effervescente e tentacolare, e
ritornarmene lassù, tra quei monti eterni, nel giro di qualche
giorno. Et voilà: suonati messa, battesimo, data un'ultima
lezione estiva, si riparte per il fresco: si andava dagli 8 ai 14
gradi, quanto ad escursione termica circadiana...
Dovevo anche andar al circolo scacchistico "Luigi
Centurini" per finire di organizzare quel benedetto torneo
agostano e valdostano, vorrei avere i foglietti per gli abbinamenti
di giocatori/partita, e altre informazioni... E' un impegno leggero
e piacevole, ciò che ho preso a chiamare, nella mia vita (con
un'insistenza selvaggia), sinecura.
Ma devo anche contattare il parroco di dove andrò, da settembre,
a far la libraia, qui a Genova, un lavoro che mi piace moltissimo
(suppongo) -le mattine, così mi rimangono i pomeriggi per le mie
solite cose (sinecure? No, qualcosa di più, suvvia!) Una vita
dedicata alla musica, alla lettura, ai giochi, allo sport: vi pare
poco?
Ma non è solo per queste cose che dovevo scender
quaggiù. C'è il mio grande amore per questa città, ambivalente
nel mio cuore, ma sempre e comunque presente a me anche di
lontano... E gli amici, dopo un'ebdomade di solitudine estrema, ai
limiti della pratica ascetica degli stiliti nel deserto... Oh, be',
al bar ho preso a leggere un'accozzaglia di giornali che qui non mi
prendo mai la briga di comprare: Corriere della Sera, La Stampa, Le
Monde (che preferisco a Le Figaro per il formato più compatto), e
che quaggiù son per lo più assenti dai bar, soppiantati dalle
produzioni nostrane de Il Secolo XIX, La Repubblica e così via.
Insomma, tanto per essere informata, visto che non c'è la tv -
grandissima liberazione, amen! Ma ho portato una radiolina con cui
prendo in AM canali tunisini in arabo, con le loro musiche
orientaleggianti, canali tedeschi, francesi, spagnoli e di lingue
più imprecisate dell'est europeo che non oso azzardare, e chiamerò
genericamente canali "slavi", più una buona parte di
quelli italiani in FM - e son particolarmente grata per la cultura
che Rai 1 e Rai 3 portano avanti, nell'ombra diciamo così, perchè
senza i riflettori delle sorelle maggiori televisive. Ma
naturalmente, i libri fan la parte del leone, quando son sola: sto
finendo Underworld di Don De Lillo, un vero capolavoro che mi ha
aperto le porte della modernità, più la solita somma eterogenea
(perchè dettata esclusivamente dal piacere), di una congerie di
altri libri in varie lingue che mi allietano ore silenziose, o
meglio con sottofondo musicale di jazz e musica classica, infatti ho
portato persino un lettore CD (sempre con sole cuffie, che, sì,
danno un po' di fastidio, alla lunga!) e i miei favorites, quando
voglio andare sul sicuro, facendomi grazia delle interruzioni e
della casualità propositiva della radio, più utile come strumento
di conoscenza, che non di meditazione contemplativa - pratica alla
quale mi abbandono volentieri nei prati, in luoghi ripidi e
solitari, prendendo il sole sdraiata su qualche pietrone, nella pace
dei sensi e della mente, non senza un qualche beneficio dal
carattere elusivo, aleatorio - del genere di cui la riproduzione
coatta in città proprio non riesce a rendere l'idea, decisamente:
no! Il contesto è tutto, durante la lettura... Bisogna dar spazio e
tempo all'autore per esprimenrsi liberamente nel cavo del cervello,
lasciandolo risuonare a lungo e in largo, con un orizzonte aperto
davanti, senza orologio nè orgoglio...
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