Diario

maggio 2004



 
 
Giovedì 6.   Questi ultimi due martedì sera ho partecipato con due brevi interventi al cineforum gratuito organizzato dall'Associazione Magistrati, con inizio alle 8,25 nel cinema Aurora in via Cecchi (Genova - Foce). Ho concluso con una domanda (retorica?): "Chi sa cos'è la realtà?"

Martedì prossimo però vado all'incontro mensile dei Bookcrossers genovesi, quello scorso l'ho saltato per via delle vacanze di Pasqua.

Ieri è iniziato il terzo corso bahaì a casa di Pietro, sulla formazione degli insegnanti di spiritualità per i  bambini. Pur non essendo io di quella loro religione, che rispetto come tutte le altre, partecipo perché è cosa bella.

Mi son iscritta a ben due mailing list, i cui messaggi non mi faccio spedire, ma leggo direttamente sul sito del gruppo. Interessante, poter scambiare opinioni in questo modo...

Sabato 22.   Oggi ho sconfitto un altro virus che mi aveva attaccato verso inizio maggio 2004, e velocizzato il mio pc con 32+32 Ram aggiunte + 64 che avevo già = 128, cioè 131 Ram. Un bel miglioramento, quanto a velocità! Così posso di nuovo tener aggiornato questo sito... Ho anche acquistato e aggiunto al tutto un bel masterizzatore LG.

Ora però vado a suonar la consueta messa del sabato sera, poi ripasso ancora un po' il repertorio del matrimonio di domattina a Vara Superiore (paesino con chiesa senza organo, vicino al passo del Fajallo, intorno ai 1050 metri s.l.m.), ma ormai è già tutto pronto...

Aggiornato il mio sito e smistata la posta elettronica, contemplo il tempo passare... Giornate piene, ultimamente... E domani, campale! Sveglia antelucana per andar a suonar un matrimonio in capo al mondo, cioè a Vara Superiore, paese ai limiti dell'esistenza sulle mappe dell'apennino ligure, sulla soglia dei mille metri d'altitudine - ma accompagnando un cantante lirico che canta al Carlo Felice di Genova e alla Scala di Milano, Matteo Armanino. Domani avrò il piacere di conoscerlo, probabilmente non proviamo che pochi minuti insieme: la classica Ave Maria di Schubert.

E poi si spera per il bel tempo, perchè era profetata una gita con agnizione incorporata, al passo del Fajallo, che casualmente è proprio vicino a quel paese così sperduto, talmente vicino che sembra un destino, questa casualità... Ma stasera son stata spolverata da una ramata di pioggia, in bicicletta: non promette bene... Questi incontri tra mouse-friend, tra amici di internet, infine si son sempre verificati, in passato, nonostante persino i luoghi fossero diversi da quelli che ci aspettassimo - figurati le persone! E invece le persone son proprio loro, le riconosci subito, perché le conosci già molto bene, tramite questo medium fatale che è la parola... Sarebbe assurdo stentare a riconoscere chi già si conosce, no? La parola non è acquetta: pesa nella "realtà" più di ogni altra "cosa", scolpisce i volti da cui si diparte in forma di fumetto,  muove i gesti cui fa da didascalia, fissa le espressioni in illustrazioni... Incarniamo le nostre parole più e meglio di come esse arieggino su di noi... A domani, ciao, NightWalker! (Questi nickname, questi liberi auto-nomi, son una finestra aperta sull'anima, ci rivelano più che nasconderci...) A presto, da RosaLagoMax!

Domanica il matrimonio è stato uno dei più belli e proficui, con la conoscenza di Matteo Armanino, corista del Carlo Felice, voce di basso; ha appena cantato L'elisir d'amore, e sta provando il Nabucco. Un'Ave Maria di Schubert molto sobria, contenuta, di gran classe... Per il resto mi han lasciato carta bianca, gli sposi, quindi ho dato il mio meglio. Mi hanno affidato questo matrimonio solo due giorni e mezzo prima, vista l'indisposizione del loro organista.

Anche la gita al passo del Fajallo è stata bellissima, con la magica NightWalker che ha pazientemente ascoltato un mio lungo quasi-monologo, essendo io loquace come non mai, e lei un pubblico eccezionale! Intanto girovagavamo per quei prati magnifici, dall'erba turgida, verdissima, nella pace... Certo, aleggiavano su di noi le nostre letture formanti, angeli del buon augurio: Nietzsche come trait d'union, essendoci abbeverate entrambe al suo Zaratustra, Kant e la sua Critica della ragion pura da parte mia, e poi tanto Vangelo... Essere, sentirsi liberi di diventare, infine, se stessi, al di la del bene e del male, cioè delle false, interessate ideologie etiche di chicchessia... Parlare, liberarsi, essere in cammino, nel fulgore della natura, nel pieno delle forze, guardare lontano, alle città degli uomini assiepati, all'orizzonte marino che sa d'infinito, costruendo in noi una visione del mondo che sia, prima di tutto, la decostruzione di ogni altra: spazziamo via le sovrastrutture coatte, macchiniche, spersonalizzanti... E dedichiamoci, semplicemente, ad essere - nella pace, nel silenzio, nella solitudine, nel dialogo raccolto, ben sapendo che gli scopi magnifici e progressivi che ci vengono appioppati dalla società non son altro che illusioni, pericolose decezioni dalla strada che conduce alla propria autenticità - difficile da trovare e da percorrere, ma tanto più necessaria alla nostra anima...