Diario

marzo 2005



 
 
Martedì 1.   Ieri ritorno dai monti, per una pianura padana completamente innevata: Ivrea, Torino, Alessandria, Asti, Novi Ligure con i loro campi coltivati, tutte sotto la bianca coltre, cui penso di attribuire il ritardo della tratta Chivasso - Torino.

Mentre poi attendevo il mio numero alla posta di piazza Dante, ho avuto tutto il tempo (anche se non l'agio) di far un salto alla biblioteca Berio, riuscendo a tornar con ancora una quarantina di persone in coda davanti a me - coda che è ormai solo virtuale: la gente aspetta in ordine sparso, pascolando: chi seduto, al centro della sala, sogguardando i tabelloni come fossero telenovele, chi in piedi (più nervoso e attivo?), chi va a bersi qualcosa ai bar vicini (la famosa pausa caffè)... Così ho ammazzato quella noia leggiucchiando Sciascia appena pescato al mio lago brulicante di bei pesciotti...

Il viaggio (andata e ritorno sono uguali), per la cronaca, è costato esattamente 31,40 € = 2 x 15,70 € cioè 12,34 € di treno (senza supplemento perchè evito accuratamente di ricorrere all'InterCity o EuroStar o InterCityNotte) + 2,40 € di corriera valdostana + 1 € di autobus genovese. E con ciò sperò di aver assolto, indegna epigone, al doveroso memento economico-ecologico-autarchico-ascetico del grande capolavoro gandiano Walden o La vita nei boschi di Thoreau, pioniere dell'anima moderna nonché delle distese del freddo, solitario nord...

Martedì 22.   Il traduttore italiano di La via traversa mi ha telefonato, è stato molto piacevole parlare una mezz'oretta di libri e ciclismo urbano...

Il primo sabato del mese , il cinque, Sparviero mi ha messo le nuove lenti a contatto bimestrali.

Ho appena concluso un torneo scacchistico. Ora ho 1440 punti di ELO, riconfermati dopo aver vinto 2 partite, perso 2, pattata 1.

Lunedì 28.   Venerdì santo ho dato una mano al banchetto dei bonsai per l'ANLAIDS Onlus, alla fine di corso Italia presso la chiesa di sant'Antonio di Boccadasse. Li diamo in cambio di offerte, con tanto di ricevuta scaricabile dalle tasse, per 15, 30 o 60 €, a seconda degli anni di coltura e della grandezza della pianta e del vaso. Mi son venuti a trovare Ezio (in bici da corsa e tenuta da ciclismo, finiti 60 km di allenamento) e la NightWalker (reduce dal consueto giretto cimiteriale di Staglieno), e ho rivisto dai tempi delle elementari Fulvio P. Anche oggi stesso posto stesse ore: dalle 3 alle 7 di sera. Ieri la pioggia ha impedito tutto, ma non una grandiosa cena di Pasqua dai miei genitori, preceduta dal consueto suonare l'organo nella solennità. A volte devo leggere a prima vista dei canti da La casa del Padre, me la cavo bene, ci metto subito anche i bassi del pedale, cambio i registri rapidamente mentre suono... Una ventina d'anni fa non sarei stata capace di suonare estemporaneamente neanche i soli manuali. Ora invece ne provo un grande piacere, come a legger dei libri nuovi. Non c'è più la difficoltà preponderante della mera lettura, comincio ad assaporare la bellezza di capire un discorso, mentre lo ascolto io stessa per la prima volta. Questo vale ancor più se è un brano d'autore, naturalmente. C'è un qualcosa che lega la lettura, soprattutto ad alta voce, e la musica intesa come scritto, da leggere tramite uno strumento musicale e con il corpo (mani e piedi): il pensiero che si dipana nel tempo, reso nella fisicità del suono, che però è anche etereo, impalpabile... Mi piace legger ancor più nella mente, le parole. Me le promuncio una per una dentro la mente, tanto più  lentamente quanto più mi piacciono (per questo amo tanto la poesia, pur leggendola raramente - e anche una bella prosa poetica, scorrevole, essenziale, succulenta - rumino le più belle frasi prolungando il godimento interiore il più possibile, e allo stesso tempo analizzandolo, cercando di sapere cos'è che mi piace e perché: qual'è l'essenza del bello, qui?). Anche la musica la sento dentro di me guardando uno spartito, la penso sempre un po' più perfetta di come la posso suonare, più pura, senza problemi di tecnica strumentale. Ma solo suonandola ne traggo il massimo del piacere, sperimentando le mie soluzioni interpretative su un certo strumento, in quel certo momento e luogo, con quegli ascoltatori (e forse ancor più se son sola)... Son particolarmente colpita dalla perfezione formale di certe melodie di grandi autori, la cui bellezza non può esser disgiunta dalla loro interpretazione intelligente e generosa. E pensare che diverse melodie contemporanee, sovrapposte, fanno a gara di bellezza quasi fossero concorrenti per miss universo, senza competizione tra loro, anzi in un'armonia per cui nessuna oscura le altre, ma tutte insieme concorrono ad una perfezione ancora più alta e complessa... Le cose belle non sono semplici, ma son ancora più belle se lo sembrano...

Ieri notte sorbito il solito eccellente tè di Bachir, con menta fresca direttamente dal Marocco e miele della val d'Aosta. Poco prima, incontrate Francy e Desiré.