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| Martedì
1. Ieri ritorno dai monti, per una pianura padana
completamente innevata: Ivrea, Torino, Alessandria, Asti, Novi
Ligure con i loro campi coltivati, tutte sotto la bianca coltre, cui
penso di attribuire il ritardo della tratta Chivasso - Torino.
Mentre poi attendevo il mio numero alla posta di piazza Dante, ho
avuto tutto il tempo (anche se non l'agio) di far un salto alla
biblioteca Berio, riuscendo a tornar con ancora una quarantina di
persone in coda davanti a me - coda che è ormai solo virtuale: la
gente aspetta in ordine sparso, pascolando: chi seduto, al centro
della sala, sogguardando i tabelloni come fossero telenovele, chi in
piedi (più nervoso e attivo?), chi va a bersi qualcosa ai bar
vicini (la famosa pausa caffè)... Così ho ammazzato quella
noia leggiucchiando Sciascia appena pescato al mio lago brulicante
di bei pesciotti...
Il viaggio (andata e ritorno sono uguali), per la cronaca, è
costato esattamente 31,40 € = 2 x 15,70 € cioè 12,34 € di
treno (senza supplemento perchè evito accuratamente di ricorrere
all'InterCity o EuroStar o InterCityNotte) + 2,40 € di corriera
valdostana + 1 € di autobus genovese. E con ciò sperò di aver
assolto, indegna epigone, al doveroso memento
economico-ecologico-autarchico-ascetico del grande capolavoro
gandiano Walden o La vita nei boschi di Thoreau, pioniere
dell'anima moderna nonché delle distese del freddo, solitario
nord...
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| Martedì
22. Il traduttore italiano di La via traversa mi ha
telefonato, è stato molto piacevole parlare una mezz'oretta di libri e
ciclismo urbano...
Il primo sabato del mese , il cinque, Sparviero mi ha messo le
nuove lenti a contatto bimestrali.
Ho appena concluso un torneo scacchistico. Ora ho 1440 punti di
ELO, riconfermati dopo aver vinto 2 partite, perso 2, pattata 1.
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| Lunedì
28. Venerdì santo ho dato una mano al banchetto dei
bonsai per l'ANLAIDS Onlus, alla fine di corso Italia presso la
chiesa di sant'Antonio di Boccadasse. Li diamo in cambio di offerte,
con tanto di ricevuta scaricabile dalle tasse, per 15, 30 o 60 €,
a seconda degli anni di coltura e della grandezza della pianta e del
vaso. Mi son venuti a trovare Ezio (in bici da corsa e tenuta da
ciclismo, finiti 60 km di allenamento) e la NightWalker (reduce dal
consueto giretto cimiteriale di Staglieno), e ho rivisto dai tempi
delle elementari Fulvio P. Anche oggi stesso posto stesse ore: dalle
3 alle 7 di sera. Ieri la pioggia ha impedito tutto, ma non una
grandiosa cena di Pasqua dai miei genitori, preceduta dal consueto
suonare l'organo nella solennità. A volte devo leggere a prima
vista dei canti da La casa del Padre, me la cavo bene, ci
metto subito anche i bassi del pedale, cambio i registri rapidamente
mentre suono... Una ventina d'anni fa non sarei stata capace di
suonare estemporaneamente neanche i soli manuali. Ora invece ne
provo un grande piacere, come a legger dei libri nuovi. Non c'è
più la difficoltà preponderante della mera lettura, comincio ad
assaporare la bellezza di capire un discorso, mentre lo ascolto io
stessa per la prima volta. Questo vale ancor più se è un brano
d'autore, naturalmente. C'è un qualcosa che lega la lettura,
soprattutto ad alta voce, e la musica intesa come scritto, da
leggere tramite uno strumento musicale e con il corpo (mani e
piedi): il pensiero che si dipana nel tempo, reso nella fisicità
del suono, che però è anche etereo, impalpabile... Mi piace legger
ancor più nella mente, le parole. Me le promuncio una per una
dentro la mente, tanto più lentamente quanto più mi
piacciono (per questo amo tanto la poesia, pur leggendola raramente
- e anche una bella prosa poetica, scorrevole, essenziale,
succulenta - rumino le più belle frasi prolungando il godimento
interiore il più possibile, e allo stesso tempo analizzandolo,
cercando di sapere cos'è che mi piace e perché:
qual'è l'essenza del bello, qui?). Anche la musica la sento
dentro di me guardando uno spartito, la penso sempre un po' più
perfetta di come la posso suonare, più pura, senza problemi di
tecnica strumentale. Ma solo suonandola ne traggo il massimo del
piacere, sperimentando le mie soluzioni interpretative su un certo
strumento, in quel certo momento e luogo, con quegli ascoltatori (e
forse ancor più se son sola)... Son particolarmente colpita dalla
perfezione formale di certe melodie di grandi autori, la cui
bellezza non può esser disgiunta dalla loro interpretazione
intelligente e generosa. E pensare che diverse melodie
contemporanee, sovrapposte, fanno a gara di bellezza quasi fossero
concorrenti per miss universo, senza competizione tra loro, anzi in
un'armonia per cui nessuna oscura le altre, ma tutte insieme
concorrono ad una perfezione ancora più alta e complessa... Le cose
belle non sono semplici, ma son ancora più belle se lo sembrano...
Ieri notte sorbito il solito eccellente tè di Bachir, con menta
fresca direttamente dal Marocco e miele della val d'Aosta. Poco
prima, incontrate Francy e Desiré.
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