Diario

novembre 2003



 
 

Venerdì 7.  Ieri sera riunione a Milano (partenza 19,30 da dietro Brignole, rientro 2,30 stesso luogo, da lì bici fin a lettuccio), conosciuto molta gente, tra cui la presidente nazionele Cristina Gramolini, una certa Antonella e un'altra, Daniela, subito ribattezzata "cowboy", che fungeva da moderatrice (a me sembrava più un'attrice, comunque). Non ho sentito altri nomi però. Son andata con Lory e Michelle, nello stazzonato bolide rosso di quest'ultima, assieme alla gigantesca cagna Tanka. Brainstorming tipo alcolisti anonimi - ma cosa si fa lassù oltre alla teoria? Mah... Oltre a bibliotecaria di due circoli affiliati, adesso son ufficialmente presentata come vicepresidente di uno (ruolo pubblico che mi sta un po' stretto - ma, d'altra parte, sembra che nessuno se lo voglia accollare: incastrata!). Staremo a vedere...

L'altroieri cena da me, presenti Laura, Lory, Simona segretaria, Isabella, Silvia e Giusy. Non dico fosse proprio un cuscus (mancava l'ingrediente fondamentale: Bescir), ma tra recitazione di poesie, racconti, internet a gogo, la superba Sacher di una delle migliori pasticcerie genovesi, risate e amicizia, be',  è stato bello lo stesso. Laura era a Mauthausen - gita turistica: bah! E proprio mentre io finivo quell'assoluto capolavoro che è Essere senza destino di Imre Kertesz.

Domenica 2 ho visto con Giuseppe, regista, il film "L'imbalsamatore" al centro sociale autogestito "Buridda" di via Bertani, 1 (ex facoltà di economia). Poco prima consueto (ma per me è il primo, per ora) aperitivo al Tiflis. Presenti: Lory e Daniela, Giuseppe, Enrico e Claudio, Santo, Gianluigi, il vicebibliotecario Federico etc...

L'indomani, visto filmini "Serata d'amore" e "Squillo party" nello studio registico di Giuseppe Maccioni, in via XX Settembre, 20/31, indi riunione per preparazione altro filmino ("Serata omofobica"), in cui, mio divertito malgrado, mi ritrovo affibbiata una parte. Chi vivrà vedrà (e riderà, soprattutto)!

Giovedì 30 ottobre, invece, serata di studio e preghiera da Pietro. Partecipo con qualche nota di tappezzeria sonora, su pianoforte verticale austriaco. Non ha un brutto suono, ma un'accordatina io gliela darei... Creata poesia neo-futurista (regola affascinante: max 10 parole!) per partecipare a concorso AMT GE, pubblicità uso mezzi di trasporto pubblici.

Mercoledì 12.   Appena sveglia mi son letta tre racconti da "La gente del cielo" della maori Patricia Grace: è un libro geniale!

Ed ecco il risultato, il succo aspirato da quel libro, quello che mi è nato dentro: fare della mia vita un capolavoro, un'opera incompiuta, aperta, il cui senso viene da fuori. Essere il collante che fa delle cose più disparate un'armonia divina, improbabile - reale e assurda.

E la mia ultima poesia?

 

 

BANDIERA: NERO SU BIANCO

 

Per essere libera

devi essere sola.

Conquisterò il mondo

con questi pensieri -

soldatini di piombo,

di carta... Mi basto. Il resto

lo lascio.

(venerdì scorso)

 

 

SENZA PAROLE: AMORE?

 

NESSUNA MAI           avrà

la tua nuca, quel

pudore dei seni, la tua

didattica di vita...

 

Anche tu però               hai

perso qualcosa: chi

- senza parole -

te lo dica.

(27 ottobre 2003)

 

 

IL CERO

 

Pensavo fossi torcia, dovessi

ardere, andar per luoghi... La mia

dea invece mi ha

preso l'anima tra le mani -

appena un filo - e l'ha

accesa in un soffio. Bruciavo

per i suoi occhi. Brucio ancora,

nel buio.

(24 ottobre 2003)

 

Be', non è facile capire o spiegare la poesia... Lasciamo ad altri l'arduo onere! Me le dico con molto distacco, con una certa ironia, senza enfasi... Andando in bici è il momento migliore: sola nella folla, muscoli tra le macchine, come una mondina, o uno schiavo che raccoglie le balle di cotone nel profondo sud statunitense... Un canto rap, una compagnia nella fatica, un sollievo - una speranza: vana?

Domenica 30.   Un'altra avventura in dirittura d'arrivo. Come le ultime due cadute sulle mie bici (una coppia, è il caso di dirlo, di cascate): non mi son fatta nulla, al solito (mantengo un fisico integro non si sa bene come, a quale prezzo, perchè...), ma le percezioni son acuite dall'adrenalina, rallenta il tempo e lo spazio si fa concreto, entra dentro la pelle - estasi emotive: veloci, impreviste, definitive. E quindi niente discoteca stanotte: o son sola o son con qualche persona - ma non questo limbo... Mai più (So che ora siete lì a ballare! E io qui a scrivere sul web - moderna sabbia incisa col dito... Qualcuno per un attimo mi legge alle spalle, per poi scappare nelle spire della virtualità: la rete prende, la rete libera chi era prigioniero della sua sola vita). Già... Ricordo una notte che ho pianto per 4 ore filate, sperduta nella folla, nella musica, nelle luci - insensibile, immobile, a spiare - spiare chi? Che cosa? Il mio destino, ciò che vorrei e ciò che è solo illusione, per me, avere o anche solo aver avuto... Sì, al limite ho vissuto momenti, emozioni... Che dire di più? Estasi, sia pure, certo, cose paradisiache. Si può dire con pudore? No, e allora sia detto senza questo orpello della coscienza: senza remore, così, semplicemente. Sia anche detto, per inciso - anzi sia ribadito, perché su questo punto non mi si vuol credere: non bevo alcolici laggiù, non fumo neanche le sigarette, figuriamoci altro!, non mi drogo (non ne ho affatto bisogno: son già in un mio mondo fantastico - sempre...). E invece questa estasi quasi diuturna, impegnativa, perfetta quanto a totalità psico-fisica, inspiegabile se non come culmine di tutta una storia che sa di miracoloso, questa suprema realtà del desiderio - insperato ma incredibilmente avverato - tutto ciò mi sembrava la cosa più naturale, più normale del mondo - più bella, dillo, Annalisa! - e poveri quelli che non la possono neanche concepire (altro che provare, no?). E questo, proprio questo, con tutto il suo infinito portato di sublime nostalgia passata e futura - tutto, tutto svane come spuma dopo la tempesta - appena un sentore di tregenda, nella calma più assoluta... Ploff... Flop... Sob. Snort!

Giovedì prossimo, il 4 dicembre alle 21, nasce a Genova un nuovo circolo Arci, di cui sarò bibliotecaria e (ma quest'ultima notizia col beneficio del dubbio) anche segretaria: quale associazione, prego? Mah, chi lo sa lo sa, chi non lo sa non lo sa, ma forse prima o poi lo saprà - se proprio insiste!