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Venerdì 7. Ieri sera riunione a Milano (partenza 19,30 da dietro
Brignole, rientro 2,30 stesso luogo, da lì bici fin a lettuccio), conosciuto
molta gente, tra cui la presidente nazionele Cristina Gramolini, una certa
Antonella e un'altra, Daniela, subito ribattezzata "cowboy", che
fungeva da moderatrice (a me sembrava più un'attrice, comunque). Non ho sentito
altri nomi però. Son andata con Lory e Michelle, nello stazzonato bolide rosso
di quest'ultima, assieme alla gigantesca cagna Tanka. Brainstorming tipo
alcolisti anonimi - ma cosa si fa lassù oltre alla teoria? Mah... Oltre a
bibliotecaria di due circoli affiliati, adesso son ufficialmente presentata come
vicepresidente di uno (ruolo pubblico che mi sta un po' stretto - ma, d'altra
parte, sembra che nessuno se lo voglia accollare: incastrata!). Staremo a
vedere...
L'altroieri cena da me, presenti Laura, Lory, Simona segretaria, Isabella,
Silvia e Giusy. Non dico fosse proprio un cuscus (mancava l'ingrediente
fondamentale: Bescir), ma tra recitazione di poesie, racconti, internet a gogo,
la superba Sacher di una delle migliori pasticcerie genovesi, risate e amicizia,
be', è stato bello lo stesso. Laura era a Mauthausen - gita turistica:
bah! E proprio mentre io finivo quell'assoluto capolavoro che è Essere senza
destino di Imre Kertesz.
Domenica 2 ho visto con Giuseppe, regista, il film
"L'imbalsamatore" al centro sociale autogestito "Buridda" di
via Bertani, 1 (ex facoltà di economia). Poco prima consueto (ma per me è il
primo, per ora) aperitivo al Tiflis. Presenti: Lory e Daniela, Giuseppe, Enrico
e Claudio, Santo, Gianluigi, il vicebibliotecario Federico etc...
L'indomani, visto filmini "Serata d'amore" e "Squillo
party" nello studio registico di Giuseppe Maccioni, in via XX Settembre,
20/31, indi riunione per preparazione altro filmino ("Serata
omofobica"), in cui, mio divertito malgrado, mi ritrovo affibbiata una
parte. Chi vivrà vedrà (e riderà, soprattutto)!
Giovedì 30 ottobre, invece, serata di studio e preghiera da Pietro.
Partecipo con qualche nota di tappezzeria sonora, su pianoforte verticale
austriaco. Non ha un brutto suono, ma un'accordatina io gliela darei... Creata
poesia neo-futurista (regola affascinante: max 10 parole!) per partecipare a
concorso AMT GE, pubblicità uso mezzi di trasporto pubblici.
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Mercoledì 12. Appena sveglia mi son letta tre racconti da "La
gente del cielo" della maori Patricia Grace: è un libro geniale!
Ed ecco il risultato, il succo aspirato da quel libro, quello che mi è nato
dentro: fare della mia vita un capolavoro, un'opera
incompiuta, aperta, il cui senso viene da fuori. Essere il collante che fa delle
cose più disparate un'armonia divina, improbabile - reale e assurda.
E la mia ultima poesia?
BANDIERA: NERO SU BIANCO
Per essere libera
devi essere sola.
Conquisterò il mondo
con questi pensieri -
soldatini di piombo,
di carta... Mi basto. Il resto
lo lascio.
(venerdì scorso)
SENZA PAROLE: AMORE?
NESSUNA
MAI avrà
la tua nuca, quel
pudore dei seni, la tua
didattica di vita...
Anche tu
però
hai
perso qualcosa: chi
- senza parole -
te lo dica.
(27 ottobre 2003)
IL CERO
Pensavo fossi torcia, dovessi
ardere, andar per luoghi... La mia
dea invece mi ha
preso l'anima tra le mani -
appena un filo - e l'ha
accesa in un soffio. Bruciavo
per i suoi occhi. Brucio ancora,
nel buio.
(24 ottobre 2003)
Be', non è facile capire o
spiegare la poesia... Lasciamo ad altri l'arduo onere! Me le dico con molto
distacco, con una certa ironia, senza enfasi... Andando in bici è il momento
migliore: sola nella folla, muscoli tra le macchine, come una mondina, o uno
schiavo che raccoglie le balle di cotone nel profondo sud statunitense... Un
canto rap, una compagnia nella fatica, un sollievo - una speranza: vana?
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Domenica 30. Un'altra avventura in dirittura
d'arrivo. Come le ultime due cadute sulle mie bici (una coppia, è il
caso di dirlo, di cascate): non mi son fatta nulla, al solito (mantengo un
fisico integro non si sa bene come, a quale prezzo, perchè...), ma le
percezioni son acuite dall'adrenalina, rallenta il tempo e lo spazio si fa
concreto, entra dentro la pelle - estasi emotive: veloci, impreviste,
definitive. E quindi niente discoteca stanotte: o son sola o son con qualche
persona - ma non questo limbo... Mai più (So che ora
siete lì a ballare! E io qui a scrivere sul web - moderna sabbia incisa col
dito... Qualcuno per un attimo mi legge alle spalle, per poi scappare nelle
spire della virtualità: la rete prende, la rete libera chi era
prigioniero della sua sola vita). Già... Ricordo una notte che ho
pianto per 4 ore filate, sperduta nella folla, nella musica, nelle luci -
insensibile, immobile, a spiare - spiare chi? Che cosa? Il mio destino, ciò che
vorrei e ciò che è solo illusione, per me, avere o anche solo aver avuto...
Sì, al limite ho vissuto momenti, emozioni... Che dire di più? Estasi, sia
pure, certo, cose paradisiache. Si può dire con pudore? No, e allora sia detto senza
questo orpello della coscienza: senza remore, così, semplicemente. Sia anche detto, per inciso
- anzi sia ribadito, perché su questo punto non mi si vuol credere: non bevo alcolici
laggiù, non fumo neanche le sigarette, figuriamoci altro!, non mi drogo (non ne
ho affatto bisogno: son già in un mio mondo fantastico - sempre...). E invece
questa estasi quasi diuturna, impegnativa, perfetta quanto a totalità
psico-fisica, inspiegabile se non come culmine di tutta una storia che sa di
miracoloso, questa suprema realtà del desiderio - insperato ma
incredibilmente avverato - tutto ciò mi sembrava la cosa più naturale,
più normale del mondo - più bella, dillo, Annalisa! - e poveri quelli che non
la possono neanche concepire (altro che provare, no?). E questo, proprio questo,
con tutto il suo infinito portato di sublime nostalgia passata e futura - tutto,
tutto svane come spuma dopo la tempesta - appena un sentore di tregenda,
nella calma più assoluta... Ploff... Flop... Sob. Snort!
Giovedì prossimo, il 4 dicembre alle 21, nasce a Genova un
nuovo circolo Arci, di cui sarò bibliotecaria e (ma quest'ultima notizia col
beneficio del dubbio) anche segretaria: quale associazione, prego? Mah, chi lo
sa lo sa, chi non lo sa non lo sa, ma forse prima o poi lo saprà - se proprio
insiste!
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