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| Lunedì
1. Grande abbuffata di poesia grazie all'impareggiabile
ascolto di NightWalker in visita da me per ben due notti di fuoco e
d'arte! Ottima magistra ludis, mi ha anche insegnato a
giocare a Risiko, dove con la fortuna del principiante l'ho subito
stracciata... Poi siam andate alla prima visione di Ricchezza
nazionale di Radu Mihaileanu (il regista di Train de vie)
al cineclub L. & A. Lumière; beh, veramente avevamo
optato per lo storico e pluripremiato Un americano a Parigi
(del 1951: non proprio una prima visione!), con musiche di George
Gershwin: secondo un importante sito di cinema era (ed è, abbiamo
controllato, tornate a casa) in programma proprio lì, stessa sera,
stessa ora - ma il destino a volte gioca degli scherzi -
simpaticamente, in questo caso: non era male, in fondo. Solo che ne
abbiamo visto l'inizio come se fosse stato una pubblicità di un
altro film, sempre più lunga, sempre più inspiegabilmente
approfondita, fino a prenderci gusto al punto di farci esclamare:
peccato sia una pubblicità, sarebbe bello vederlo, ormai...
Desiderio esaudito, seppur a spese di un altro... |
| Martedì
2. Ieri sera invece, dopo l'entusiasmante visione di Io,
robot al Cineplex Porto Antico, ha dormito da me Silvia, la mia
amica mezzosoprano. C'è l'idea di tirar su un duo - o un trio o un
doppio duo (con una sua amica soprano) per andare a spassarcela
suonando nelle crociere... Bah, dove lo troviamo, il tempo di
assentarci dagli impegni quotidiani per questo progetto avventuroso
ma senza particolari sbocchi per il nostro futuro? Canta la Traviata
e L'elisir d'amore per tutto il nord Italia e la Francia, in
questi mesi, fino a metà dicembre... Stasera invece dovrebbe
arrivare da me Cristina. Eh, sì, casa mia ultimamente sta
diventando un porto di mare, chi entra, chi esce... Bello, mi piace,
così! E' anche Genova che attira ineffabilmente chi l'ha provata,
intridendo di nostalgia animi già toccati dal suo sentore
d'agrodolce: Silvia, Cristina, NightWalker, appunto, e poi Lory,
risucchiata per sempre in quest'orbita, ma anche Gloria, che
nonostante le lamentele poi è sempre qui, irrimediabilmente lontane
le sue Umbria e Sicilia, e Stefy che dopo un vagare per tutta Europa
e America alla ricerca dell'atomo, è finita ad insegnar fisica in
riviera e ha deciso di metter radici; persino Mohammed, amico di
Bachir (miei amici marocchini con passato e parenti in mezzo mondo),
non vede l'ora di tornar quaggiù a star un po' in compagnia, dopo i
rigori della solitudine in quel di Parma... Bachir stesso non
sopportava l'esilio della provincia di Roma, ed è in breve
rientrato alla base... E mia madre, sua sorella e due dei suoi
fratelli, come son approdati tutti qui da un piccolo paese
d'Abruzzo, non senza far il giro del mondo qualche volta? Questa
capacità che ha Genova di far da calamita per gente così diversa
per provenienza, cultura, estrazione sociale etc. ha per me del
prodigioso. Rarissimi son i genovesi nati qui che hanno ambo i
genitori nati a Genova (ed ecco l'orgoglio di ascendenze lontane),
mentre tanti altri nati altrove, ormai, dopo decenni e decenni, si
sentono pienamente cittadini della grande piovra... Ci credo poi che
è una città dalla vivace vita nella privacy dei piccoli gruppi ma
dalla scarsa, irrilevante vita sociale e politica: senza piazze nè
piazzate, senza un popolo coeso che si percepisca come unitario e
quindi senza furor di popolo, ma ricca di individualità
così singolari, definite, al limite della reciproca
incomunicabilità - se non tramite le merci e il denaro, questi
mezzi interrelati (tanto impersonali quanto oggettivi e
inconfutabili) di trasmissione di valori, di stili di vita e di modi
di pensare: un silenzioso, testardo, minimale commercio umano... Le sportive mussulmane, che mistero: Hassiba Boulmerka, Alaa
Jassim, Lima Azimi, Rakia Al Gasra... Condannate a morte dai gruppi
più estremi di integralisti religiosi (tutti formati da militanti -
o dovremmo chiamarli picchiatori, assassini? - maschi), han
preferito la vita attiva e sicuramente più disinibita
dell'occidente (la sua libertà suprema, la possibilità di
esprimersi, l'opportunità di essere se stesse) ai loro burqa, veli,
tabù, alle piccole sicurezze casalinghe (magari fra le percosse del
marito-padre-padrone e un lavoro forzato, nascosto e non
retribuito), alla meschinità di una sottomissione prona e
indegna... Donne coraggiose, eroine della modernità, non meno
mussulmane dei loro ipocriti persecutori! Anzi, chi è il vero
religioso? Quello sincero nell'intimo del cuore, che non ha bisogno
di dimostrazioni esteriori, o quello che con la violenza e
l'omicidio-suicidio vuole obbligare gli altri a sottostare non già
a dei principi divini, ma alla sua volontà di potenza, mascherata
da "santa umiltà"? Chi è veramente umile e sottomesso (e
Islam vuol dire proprio questo) non va in giro a uccidere se
stesso e il suo prossimo, creature che Dio ha creato e voluto così
come sono. Se Dio esiste, se è onnipotente, e se solo volesse, ogni
cosa sarebbe ricondotta al nulla in un attimo (ma non succede,
perchè ci ha voluto quali esseri, persone ontologicamente
rilevanti, non cose al limite dell'inesistenza). E chi siamo noi per
affrettare quello che già dovrà per forza succedere, prima o poi,
secondo un comune destino per cui l'unica certezza di ogni essere
vivente è la morte? Certo, la morte... Ma "gloria di Dio è
l'uomo vivente"! E anche la donna vivente, felice di quello che
Dio ha voluto che fosse, non una schiava per l'uomo, ma compagni e
amici l'uno per l'altra, in rapporto d'amore, senz'odio nè timore:
nè schiavi nè padroni. E, a proposito di morte, l'unica nemica
comune di tutti quelli che vivono: niente e nessuno ha mai vinto contro Dio, in
ridicola lotta d'impari forze. Dio vince tutto, anche la morte: l'amore
sopravvive sempre! |
| Giovedì
4. Ieri sera, dopo due lezioni nel mio studio
pianistico, cena da Bachir con Cristina guarita e Serena appena
tornata con chili di foto da mesi di U.S.A., Tailandia, Laos e Cambogia. |
| Martedì
9. Primo giorno di pioggia dopo una serie di giornate
soleggiate. Da ieri è arrivato il freddo. Sabato ho ricevuto una
sorprendente telefonata che ha portato ad un incontro tanto
disperatamente desiderato e temuto... Per cambiare argomento, anche
NightWalker si è fatta la webcam: ci vediamo e parliamo
grazie a Yahoo Messenger da due regioni diverse d'Italia -
videotelefonate che potremmo fare anche verso gli U.S.A. e il
Canada, dove abbiamo parenti ed amici. Ad Istambul, Londra,
Marsiglia e Casablanca ci sono parenti di miei amici, che potrebbero
comunicare, vedersi e parlarsi con una spesa veramente minima, da
casa mia a qualche internet-point, internet cafè, biblioteca
pubblica etc. Con NightWalker stiamo sperimentando varie opzioni e
preferenze, per migliorare la qualità della cominicazione, specie
col video, e impariamo ad usare le faccine o emoticons (icone
emotive), che su Yahoo sono animate e veramente espressive... |
| Giovedì
11. Oggi due concerti, uno da solista in una delle
solite case di riposo di Albaro, l'altro, in duo col violinista e
violista G.G., in casa dei genitori di Pietro, per una
loro festa religiosa. Due diversi repertori - tenendo anche conto
che, sia in quella casa di riposo (dove ho suonato appena lunedì
scorso) sia dagli amici, non ripeto mai i brani già suonati nello
stesso luogo, nell'ambito di almeno un annetto. Grande impegno
musicale, quindi! Meglio così, è sempre un piacere... |
| Venerdì
19. Settimana di intensi rapporti epistolari con amici e
conoscenti, fervide letture notturne e potente vita sociale e
sentimentale... Tutto bene, quindi? Direi di sì, anche se aleggia
su tutto un certo sovrano distacco... Le poesie stagnano, dopo gli
episodi dell'incontro con Devoto e successive "revisioni",
anche in confortante compagnia di qualche fan. Il punto è che, come
per il protagonista di Zuckerman scatenato di Philip Roth
(libro intelligente e che mi è stato dato di leggere nel momento
più giusto della mia vita), ho paura delle conseguenze sociali di
una mia eventuale pubblicazione cartacea (quella sul web è ormai un
dato di fatto, sebbene riguardi materiale diverso). Zuckerman ha
avuto coraggio e si è distaccato a tal punto dalla sua famiglia
d'origine, dalle sue tre mogli e persino dalla società, che il
successo del suo ultimo libro-scandalo, superiore a qualsiasi
aspettativa, lo getta in una crisi d'identità tipo 11 settembre
2001: nulla sarà più come prima! Voglio anch'io questo? Non
temo certo un successo mondano anche solo lontanamente paragonabile
a quello di Zuckerman, ma semmai è nel torbido discorso intorno
alla privacy che io e quell'ebreo possiamo aver qualcosa in comune.
Quelle poesie son così intime e toccanti che potrebbero sortire
effetti sociali devastanti sul mio habitat, nell'ecosistema a
nicchie endemiche dove mi sono incuneata - qualora trovassi il
coraggio di pubblicarle e l'editore che si lanciasse con me in
quest'avventura dai risvolti poco chiari, prima di tutto
economicamente... Dietro quel limare parole alla ricerca di
"vera, profonda, universale" poesia, adombro in realtà un
lavorio psicanalitico che, sebbene duri da decenni (tra inizi
folgoranti, agnizioni, abbandoni) è ben lungi dal vedere la fine.
Ogni volta che cambia qualcosa in me, o nella mia percezione della
realtà o del senso della mia presenza nel mondo, quando provo o
assisto a mutamenti (fuori o meglio dentro di me), il riflesso più
immediato si troverà nelle mie poesie: cambio parole, l'ordine, gli
a capo, metto e casso titoli, interi brani risultano in
forse, nulla va più bene, tutto è sempre in fieri,
provvisorio, ciò che prima mi piaceva perchè rispondente a certi
canoni di bellezza e verità, dopo mi lascia sconcertata e
interrogativa: sono io che ho scritto questo? Se l'io è
mutato, mutano anche i suoi scritti! E quando arriverò in fondo,
allora? Ma rimangono delle costanti, l'ispirazione la sento sempre
come presente; ricordo con precisione, grazie a queste cripte
dell'anima, sentimenti che sarebbero stati sepolti dal tempo, se non
li avessi fissati sulla carta, legandoli a parole... |
| Venerdì
26. Mercoledì, l'altroieri, son stata al conferimento a
Giorgio Devoto (editore di San Marco dei Giustiniani) della laurea honoris
causa in lingue e letterature straniere (via Balbi 5, aula magna
strapiena, buffet finale). C'era anche Jade, la prof.ssa Moretti di
Storia della Musica del conservatorio e il dott. Bagnasco,
endocrinologo e liutista-tiorbista, in fondo alla sala. Il novello
dottor Devoto, alla fine della sua prolusione (compìto, in tono
singolarmante sommesso, da agnellino, pur non nascondendo superbi
raggiungimenti professionali), si è commosso, ricordando le persone
più importanti della sua vita, che l'hanno formato e aiutato a
diventare se stesso: sua madre, una professoressa di italiano che ha
avuto alle medie inferiori e sua moglie Lilli - lui, quel temibile
burbero Omero dal cuore di panna, la voce rotta dal pianto! Un
grande!
La sera, riunione nella casa principesca di Maria Pia
dell'Associazione "Fontane Marose", con mia sorella, i
suoi amici, la mia ex-compagna di liceo arch. Patrizia Pieranni etc:
il direttore del teatro stabile di Genova (che ha appena ricevuto la
Legion d'Onore francese) ci presentava la stagione corrente (teatri
Duse e della Corte, rispettivamente 500 e 1000 posti), spiegandone
le linee generali e varie particolarità, in amabile
conversazione... Teatro d'arte, compagnia stabile, spettacoli propri
(nuovi o rifatti dagli anni precedenti) oppure ospitati, le tourneé
in Italia e all'estero, le compagnie internazioneli di attori....
Attori principali: Gabriele Lavia, Eros Pagni, Mariangela Melato,
regista stabile Marco Sciaccaluga (fratello della mia prima
insegnante di pianoforte, la signora Dorina Nicolini, brillantemente
diplomata in pianoforte e clavicembalo - suo figlio Andrea Nicolini,
che mi dava lezioni di Teoria e Solfeggio, è un attore della stessa
compagnia, oltre a comporre le musiche di scena per tanti
spettacoli: una famiglia che vive d'arte e per l'arte - il gemello
di Andrea, Gianluca, è un ottimo flautista).
Ieri Fitzcarraldo con Jade Valeria e Paolo. Oggi parrucchiere
Tony, forse stasera Lunardi, catechismo nel suo studio alle 21. |
| Domenica
28. Venerdì ho incontrato Roberto Logli, pianista dal
tocco sublime, diplomato con la Arcuri con 10 e lode - quell'anno i
diplomi anche di Debora Brunialti e Paola Biondi: eravamo in classe
assieme, un'annata indimenticabile, almeno per me... Altri compagni:
Roberto Mascia, Andrea Bacchetti, Timoty Young e Amedeo Salerno,
tutti pianisti di gran classe. Roberto Logli mi ha detto che anni fa
è andato in Germania, che compone e improvvisa: se devo indicare un
pianista che veramente mi piace, per tocco, sensibilità,
addirittura grande anima, è proprio lui! Possiede un
Bachstein di fine ottocento, è su quello stupendo strumento che si
è formato - certo, qualche problema di meccanica, ma standogli un
po' dietro con un buon tecnico quegli antichi strumenti sono
impareggiabili, ora non li fanno più dal suono così bello e puro,
così sensibile al tocco... Lo so bene, il coda del 1927 che mi
ritrovo sotto le dita da quasi vent'anni è unico, non lo scambierei
per tutto l'oro del mondo, figuriamoci poi con un moderno Yamaha,
come mi avrebbe proposto Luciano Storti! Quel suono inarrivabile,
quel tocco divino che trasporta subito in un'altra dimensione
(quella dell'udito non banale, sorprendentemente mitico,
e persino del tatto quasi sensuale nella sua estrema
eleganza), questo, solo questo, niente di meno di questo, prego!
Eppure Sylvano Bussotti mi aveva messo in guardia contro questo mio
adorato strumento: "Non arriverai neanche al quinto anno, con quello!"
Falso! Che impari a moderare le sue profezie da oracolo sibillino!
E' entrato lui, famoso accordatore e compositore, in una casa dove
nessuno era ancora un musicista - nell'ingresso quel nuovo (si fa
per dire) bestione a me già sacro per il piacere che mi dava (e mi
avrebbe continuato a dare tutta la vita), un dolcissimo,
troneggiante pianoforte che era già l'orgoglio di tutti, in quella
casa, tutti noi quattro che abbiam fatto la fame per tre mesi (era
Natale e altro che vacanze: pane patate pasta e uova, mia sorella se
ne ricorda ancora adesso), per comprarlo da Paganini in contanti,
prendendo una decisione improvvisa, come lo richiedeva l'occasione
irripetibile, irrimediabilmente unica: entra lui, Bussotti, appena
lo tocca, lo guarda dentro con una superbia feroce, e giù la
sentenza di morte! Questa non gliela perdonerò mai, mai! Certi
personaggi farebbero bene a starsene a casa loro, uccelli del
malaugurio grazie al Cielo emeritamente falliti, a sentenziare solo
per i loro simili! |
| Martedì
30. Domani recito uno spettacolo con dei miei amici in un
teatrino del centro storico; questi ultimi giorni stiamo facendo un
sacco di prove, in sede associativa e (stamane e tutta domani) anche
in loco. La mia parte è un monologo di una certa lunghezza (almeno
per me), con accento marcatamente milanese, poi una breve battuta
isolata. Entro da dietro il palcoscenico e sto sempre seduta,
guardando verso la fossa nera del pubblico: spero bene perchè è la
prima volta che recito a memoria, non son certo un'attrice! La volta
scorsa, un annetto fa, siam stati all'Arci Mascherona nella salita
omonima, ma allora leggevamo il copione... Questo invece è un vero
teatro, per quanto piccolo (80 posti in poltroncine). Verranno a
sentirmi alcuni amici, allievi e conoscenti: Giada, Bachir, Emilia,
Franca e forse altri... |
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