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Martedì 14. Venerdì scorso festa in via Posta Vecchia 5/6,
casa-laboratorio di Michael (fotografo e installatore), Wilfredo (pittore) e
Piero (scultore), presenti Bescir, Serena e Francesca. Lory a Bologna e
Piacenza, Pietro con altri a Carcoforo.
Sabato dopo la messa notte in discoteca, son andata in bici ma tornata in
autobus, causa una rocambolesca inquisizione poliziesca, surreale quanto mai
(non avevo luci nè documenti e mi son quasi trovata addosso alla volante,
tipico trucchetto che pratico di solito con macchine NON delle forze
dell'ordine)...
Da domani sarò in possesso di ben sette bici, un parco giochi quanto mai
vasto e vario per le mie solitarie sgroppate... Ne avrò da vendere, o meglio da
prestare a chi volesse tentare di seguirmi - questo non è un invito: è una
blanda sfida che tuttavia cadrà come nel deserto. Mi sento l'ultima
rappresentante di una specie endemica in via d'estinzione: la ciclista
metropolitana - o la prima di una razza futuribile e oscura, inattuale quanto
basta a segnare la modernità...
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Venerdì 24. Martedì scorso cena da Serena, presenti Lory, Bescir,
Paola e Francesca, Laura, Pietro, Agostino ed io.
Stamane ritirata la mia settima bici da Bavari, tutta quella strada fino a
casa con la gomma posteriore completamente sgonfia - e da corso Europa andavo su
quella da corsa trascinandomi alla mia sinistra la nuova (in realtà usata) -
una rossa da passeggio: una di quelle che non ho paura a posteggiare di notte
vicino alle stazioni o in centro storico. Me ne han rubate quattro in tutta la
mia carriera di ciclista metropolitana, ma questa ha un valore aggiunto:
l'antifurto incorporato - insomma, chi bene non appare, male non gl'incorre (mio
personale adagio).
Non son stata nei cortei dello sciopero: "Lontano dalla pazza
folla!" - Vedo invece che qualcuno si è addirittura
"emozionato"... Boh, presto ne saprò di più - odio gli eventi di
massa almeno quanto amo le conversazioni private, oh, quelle fra due, massimo
tre persone, quelle dove non si imposta la voce, dove non si dice
"Noi" o "Voi", non si grida, non si ripetono slogan ad
esaustione, non si agitano pugni o bandiere, non è importante farsi vedere dai
media ma quel che si dice l'un l'altro, si può dissentire senza paura di essere
scannati, si ragiona pacatamente, con tutto l'agio del caso... Ogni volta che
vedo uno che parla volto in una direzione, e la massa degli ascoltatori passivi
che son volti nella direzione opposta - cioè verso di lui, provo un intimo
fastidio, un disagio ben definito, e un sospiro: che bella la corte di re Artù
e i cavalieri della tavola rotonda, dove non c'è il capotavola... Utopie?
Stasera alle 21 riunione catechistica nello studio "Lunardi &
Dupont" di via Macaggi. La volta scorsa hanno proiettato San Francesco di
Zeffirelli.
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