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| Venerdì
1. Domattina suono un importante cinquantesimo di
matrimonio, desiderano anche "Sì, quest'amore è
splendido", musica che ho trovato citata come penultimo brano
della colonna sonora del film "Grease". Lo suono finita la
messa di commemorazione, durante le fotografie finali, prima della
marcia nuziale d'uscita.
Cena dal mio amico Bachir, indi chiacchierata analcolica (almeno
per me) in piazza delle Erbe con amiche, forse discoteca, se non
sarò già cotta dalla lunga giornata zeppa di impegni. Poi sabato
scorso ero troppo stanca, sì, non si può esagerare...
Conosciuto in un incontro indimenticabile (almeno per me) Tommi,
un elettricista del centro storico. Ero nel laboratorio di
falegnameria di due mie amiche (avevo appena portato una bici a
Maria, 'chè se la metta a posto quando avrà un po' di tempo libero
- e sfrecci anche lei senza problemi di ladri con una buona vecchia
bici per tutta la città...). Ha parlato appassionatamente di vita
morte filosofia amicizia ininterrottamente per qualche ora! Un
personaggio incredibile, difficile da inquadrare - splendido, a
quanto mi è stato dato di capire...
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| Domenica
3. Tra poco scendo in bici al mercatino dell'artigianato
di piazza Piccapietra, in centro, così ritrovo Maria e Antonella al
loro banchetto. Quest'ultima ha avuto un flash (grazie alla sua
perfetta macchina fotografica mentale, o memoria fisiognomica):
avevo suonato un'anno e mezzo fa al matrimonio di un suo figlio -
com'è piccolo il mondo. E come al solito, di me si ricordano tutti,
mentre io non ricordo mai nessuno. Sembra la sorte dei vip o dei
divi, ma più prosaicamente son le tristi conseguenze delle mie
abituali distrazioni - o di una ancor più biasimevole
concentrazione esclusiva su me stessa, altrimenti detta
egoismo-narcisismo-egocentrismo, di cui pur rendendomi perfettamente
conto, non c'è verso di liberarmi... Sì, non c'è santo che tenga:
tutti, come altrettanti specchi fedeli, mi rimandano la mia cruda
immagine (di cui farei volentieri a meno, se potessi) - mentre io
cieca aleggio per i miei mondi interiori...
Stasera cena a Bogliasco, offerta da mio zio Franz d'America
reduce con zia Tina da un bel tour dai parenti toscani - un'altra
lieta tornata di incontri con tutto il parentado...
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| Martedì
5. Quest'anno lo zio Franz non è andato in toscana, ma
in crociera: Spagna Marocco Canarie. Ecco perchè sono così
abbronzati, c'erano fino a 28 gradi.
Oggi dopo gli acquisti di verdura al fedele mercato di piazza
Terralba e la consueta sgroppata in bici del mezzogiorno del
martedì, ho pranzato con Francy: riso allo zafferano con peperoni e
patate, un sapore! Ha dipinto un magnifico "Ritratto di
Io" nel suo studio pittorico in piazza San Matteo. Ieri, dopo
una mia visitina a Laura in via XX Settembre, abbiam girato in bici
il centro storico e siam andate al mare a bagnarci i piedi, a San
Giuliano, che bei colori, il cielo...
Iniziato La via traversa di Albertine Sarrazin: un
capolavoro; mi piace quella scrittura sempre fresca, una vera prosa
poetica - rude, selvaggia, ironica, libera, personalissima, intima e
distaccata, originale, piena di vita. Ha uno stile unico,
quest'autrice. La accosterei ad Erri De Luca, se sapessi esplicare
il perchè. Ma meglio non far paragoni, sono entrambi casi a sé.
Gli scrittori mi piacciono quando sono così, inconfondibili,
autobiografici, vissuti... Non è necessario cercare uno stile
particolare: basta essere persone uniche - e raccontarsi di
conseguenza: storie vere ma poco verosimili, di quel sapore
surreale che può avere solo la realtà - come quel tramonto: se fosse
pitturato lo giudicheremmo melenso, barocco, esagerato, mentre invece
lo stiamo guardando coi nostri occhi...
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| Mercoledì
6. Ieri siam poi andate (anche lei pedalando) nel suo
studio pittorico, e con il solito sistema a catamarano
(andando sulla mia e trascinando la seconda con la mano sinistra) ho
portato lì un'altra bici da riattare a battaglia urbana;
azzurra, da corsa ma col manubrio da passeggio, piccola, le ruote
appena inferiori alla misura standard da adulto. Ho depositato lì
anche 5 quadernoni a righe (dei 50 acquistati a 28 cents l'uno: sì,
lo so, ho esagerato, chissà se li riuscirò mai a riempire, ma mi
ha allettato il prezzo, se non altro!), per scrivere in quel
contesto, in sua compagnia. Son quindi andata a trovare Fiamma nel
suo regno con vista su piazza delle Erbe, un quinto piano mozzafiato
- in effetti quella scaletta d'ardesia a chicciola quadrata lascia
proprio senza fiato, ma c'è in premio l'apertura su uno spazio
grandioso, uno scenografico landscape con grattacieli
medievali, tre chiese antiche e le vestigia di un oratorio -
dall'alto. Abbiam ascoltato brani dal suo cd appena inciso, gustando
un fastoso gelato della Cremeria delle Erbe. Un pochino stringendo
il tempo utile, io e Francy abbiam fatto visita a Giorgio Devoto nel
suo studio (le celebri ed. San Marco dei Giustiniani). Si parlava
dei suoi disegni per una tesina dell'Accademia di Belle Arti, che
sfogliava con piacere. Francy - Le piacciono esili? - Sì, il segno
elegante (con un gesto della mano, arioso e veloce). Ho pianto,
quando ci ha congedato senza leggere neanche una mia poesia (un
pianto profondo, che non si fermava più - e anche dopo: adesso, a
ripensarci, vivo la stessa emozione sconvolgente). Oh, gliela farò
leggere in tutti i modi, mi spiace, odio far questo ma devo,
"per amore della poesia" (come ha detto lei), non per me
stessa, non per pubblicare, ma perchè così deve essere, una sola,
ne basta una ormai - perchè son cambiata in questi anni, non sa
più chi ha di fronte, eh, prima neppure io mi conoscevo,
figuriamoci altri se potevano capir qualcosa di me - così ermetica,
a prova di bomba persino con me stessa! Avevo paura di me, mi
nascondevo in primo luogo ai miei occhi, non mi volevo proprio
accettare; adesso invece, che so, temo di far paura agli
altri: sì, da un lato sarebbe meglio per loro non arrivare a
leggere certe mie cose, a leggermi dentro, a guardarmi come sono
veramente - ben oltre quanto possano sopportare i più, scommetto.
Non m'importa se sono impresentabile: dovranno ascoltare, chi
stupito, chi arrabbiato, chi sconvolto - e su tutti il mio distacco,
la lunghezza di strada di chi guida, e non sa se verso baratri o
cime ugualmente inaccessibili. C'è lo spazio per svicolare,
togliersi di mezzo e ritornare al proprio tran-tran. Sì, ma avranno
visto una cometa brillare, indicare un non-luogo, anche per un solo
istante. Se lo negheranno, quest'istante, il rifiuto è quanto di
più prevedibile - e non il rispetto. Sì, ma quest'istante c'è
stato. Era. Nel profondo, lo sanno. Spunterà fuori più tardi,
quando saranno finalmente pronti. Liberi. Mai?
Via Pisa, qualche notte fa:
- E' l'ora di andare in bici?
Ho semplicemente sorriso (non mi va di far sentire la mia voce a
sconosciuti che mi apostrofano), e allora quei ragazzi da dentro la
macchina si son risposti da soli:
- E' sempre l'ora di andare in bici...
Pensano di prendermi in giro (anche bonariamente), lo fanno da
vigliacchi, in tanti. Hanno bisogno di sentirsi gruppo, se no non
esistono neppure, e in questo vedono giusto. Per loro vale
"L'unione fa la forza". Ma forse non sanno che è ancora
più facile esser presi in giro da me, che rido di loro -
invincibile, sola!
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| Venerdì
8. Ieri volontariato in una libreria, mi piaceva
sfogliare tutti quei volumi (di cui una buona parte già letti), poi
provato organo dai cappuccini della Castagna di Quinto, in via
Montani. Un Gem (senza canne, quindi) un po' vecchiotto, due
tastiere e pedaliera radiale, complete, mah, insomma in casa ne ho
uno che è una Ferrari, al confronto con quella cinquecento! Me lo
farò bastare, al matrimonio di domani. Indi concertino in una casa
di riposo di Albaro, ho suonato da sola perchè la signora Rosetta
Moreno me l'ha accollato all'ultim'ora, è difficile trovare altri
musicisti, per quel tipo di volontariato, in così poco tempo...
Slurpando un ottimo cono della Cremeria, ascoltato in piazza San
Matteo una russa che cantava accompagnandosi con la chitarra
(ricordava alcune Folk Songs di Luciano Berio), con Francy e una sua
amica. Con mio padre son andata a sentire Andrea
Bacchetti in concerto a palazzo Tursi. Fanta con Bachir in
centro, cena dai miei, Grease (dopo tanti ascolti del cd, per
scriver e suonar quel brano, infine me lo son rivisto) su Rai 2 con
la marmotta, e anche ieri è andata... Oggi di nuovo libreria,
lezione, acquistati tre libri al mercatino dell'usato di via
Corridoni e casa. Stasera c'è la riunione da Lunardi, vediamo...
Partite sin a domenica Laura e Cristina. Con Serena ci si sente via
mail dalla Tailandia Laos Cambogia.
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| Domenica
10. Ieri matrimonio e messa, in questo periodo sto
suonando tantissimo, son anche bella allenata, perciò... Ho suonato
in entrambe le funzioni "What a Wonderful World", una mia
trascrizione dal disco originale di Louis Armstrong, brano
richiestomi espressamente dagli sposi, ma forse poco gradito
all'altro uditorio di anziani fedeli... E' venuta a sentirmi Nottola
dall'organo, sul portale; anche Florence, alla fine della messa,
ultimamente sale nel mio regno a supportarmi e spronarmi...
Cena con la mia fan organistica, poi siamo calate verso il centro
come due barbare sui nostri destrieri di ferro, debitamente
posteggiati uno sull'altro in uno dei miei posti preferiti: la
ringhiera sopra un sottopassaggio di piazza De Ferrari... Salendo
per via XX Settembre, ci ha ammaliato il suono di un quintetto di
sirene jazzistiche (tromba color oro, tromba color argento,
clarinetto, banjo e contrabbasso), appollaiato, con debite scorte di
vino ai piedi, su un palcoscenico estemporaneo all'entrata del
palazzo della Borsa - ove ci siam subito fiondate, attirando
altresì Bachir, Silvia e Maria con messaggi in bottiglia celermente
deliverati dai rispettivi gestori telefonici. Abbiamo potuto
incontrare Laura tutta in tiro da sera e tacchi alti, col suo
Valentino, ed Eugenia che ballava il Charleston col suo gruppo, in
vesti d'epoca, magistralmente duettando con un partner altrettanto
brillante, dentro e fuori quel superbo palazzo. Seduttivi, ironici,
perfetti...
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| Venerdì
15. Stanotte ho aggiunto con lo scanner (Yuri l'ha
appena riattato col driver giusto) una fraccata di fotografie,
quelle che mi tengo nel portafoglio (vedi menù a destra). Provare
per credere!
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| Sabato
16. Ieri inaugurazione di un bel caffè-libreria in
piazza Santa Croce, accanto a piazza Sarzano. Alle 19 concerto di
violone e clavicembalo, c'erano anche la Cialdella e Dellacasa, miei
ex-compagni di conservatorio, che suonano anche il clavicembalo, e
lì tentavano invano di ascoltar qualcosa in quel chiasso scomposto:
tutti che parlavano e si muovevano, nella calca, e non si sentiva
niente! Certo, se avessero scelto altri strumenti, o amplificato
adeguatamente, il risultato sarebbe stato ben diverso! Bellissime le
librerie, comprate dal sito www.lightspace.it
"Light" infatti può significare sia luce (quindi,
luminoso) sia leggero.
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| Lunedì
18. Ieri aperitivo al Mentelocale di palazzo Ducale con Federico,
Massimo, Giuseppe e altri, poi gelato in solitaria alla Cremeria
delle Erbe. Sabato mi son fatta intruppare e mi son catapultata in
bici all'altro capo della città, per una notte brava in
discoteca, fin alle 5, mezz'ora di bici al ritorno e il dolce
letto... C'erano gli stessi ragazzi di ieri e Sandra. Manco a dirlo,
son arrivata prima io con la bici che loro by car... Son
stata moltissimo a guardare, per poi ballare solo un po' alla fine,
quando c'era meno gente: le mie sarabande selvagge non bevono
benzina ma acqua,
limonata con ghiaccio - e soprattutto spazio. Invece di depositare
i vestiti e lo zaino nel guardaroba da ladrocinio, abbiam stipato il
bagagliaio della macchina di Massimo, così però all'uscita c'era
un freddo! Ma non ho preso nessun raffreddore; questo è un bel
periodo, grazie al Cielo, son proprio felice di vivere:
inspiegabilmente, gioisco per dei nonnulla, sono in un raro stato
di grazia che sarebbe bello poter prolungare indefinitamente -
bello, sì: impossibile? No, confido nel potere felicitante della
sola mente, come amano dire i buddisti: è lei, alla fine, a fare la
differenza...
Sto leggendo un libro splendido, Justine di Lawrence
Durrell (il primo della sua quadrilogia di Alessandria d'Egitto),
di cui vorrei citar nei prossimi giorni qualche passo che veramente
mi ha illuminato riguardo la vita sentimentale: son rimasta
folgorata da quelle frasi, da quell'andamento - in fondo, nulla più
che parole concatenate, per altri lettori - splendenti verità e
bellezza allo stato puro! Raggi di sole a picco su di me... Me lo
godevo sul letto, prendendo un duplice bagno sidereo: le emanazioni
di tremende esplosioni nucleari lontane 8 minuti/luce e le
effusioni, non meno flambanti (calco dal fr. flambeaux:
fenicottero rosa fiammante), d'uno spirito a me affine... Uno
scrittore di razza, come ho fatto a non conoscerlo prima? Prima -
voglio dire prima di certe cose, di certi eventi... Ci
sarebbe stata più prontezza, più accortezza, più precisione nei
miei atti, nei miei pensieri... Forse addirittura mi sarei
avvicinata alla perfezione... Ma le mie perfezioni son sempre a
posteriori, vengono dopo, al ricreare la realtà, al pensiero
di essa, nella nostalgia buona e bruciante come peperoncino: il
bello è quello che rimane sulla lingua, e non solo lì: tutto il
corpo ne è vivificato, in una fiamma divina!
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| Venerdì
22. Due giorni in casa a smaltire una piccola ma
fastidiosa influenza da raffreddamento: ieri e l'altroieri. E così
mi son anche persa l'inaugurazione di un locale, il Fitzcarraldo!
Sarà per un'altra volta...
Oggi avrò tre lezioni in tre posti diversi della città, avrò
da pedalare ben bene - macchè: tutte in Albaro, a un tiro di
schioppo l'una dall'altra! Mi sa che per preservare la mia gola da
una ricaduta in agguato, andrò a piedi. A piedi? Ma sì, e perchè
no? Con la mia solita flemma... Voglio dire, in bici non mi adagio
mica! Mi vien troppo da correre! Ma siccome la salute mi costa ben
più cara di un po' di velocità a buon mercato, come diceva quel
parigino, il mio regno val bene una messa! Oggi un piccolo
sacrificio, ridimensioniamo pure fino alla normalità qualche
andazzo - tanto domani si ricomincia... Come al solito la mia prosa
scoppiettante e sbarazzina viene fuori come dal nulla, senza
particolare cura o pensiero (a parte l'occhio per il gusto - tutto
mio - e la forma - quella che più si adatta al momento storico);
come direbbe un certo amico dal giudizio deciso, e ben lontano da
questa città di matti: "Adolescenziale"!
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| Domenica
24. Domani Abraham Yehoshua, di cui sono appassionata
lettrice, parlerà al teatro della Corte Lambruschini dalle 5,30,
intervistato dal circolo de I buonavoglia: incontro gratuito, come
tutti quelli organizzati da questo club intelligente e propositivo,
di cui fa parte anche don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di
San Benedetto e mio amico da tanti anni. Vado a sentirlo con molto
piacere, presenterà il suo ultimo romanzo, Il responsabile delle
risorse umane; già l'anno scorso era venuto a Genova a
presentare La sposa liberata, era, mi ricordo, al palazzo
della Borsa. Ne sforna uno all'anno, complimenti! E grazie...
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| Martedì
26. Splendida, la conferenza di Abraham Yehoshua, con il
lancio di strabilianti, geniali, inedite proposte, da Gerusalemme
all'Europa cristiana - il Vaticano e il Daticano (ne
scriverò, i prossimi giorni)! Certo che Buonadonna, giornalista de Il
Secolo XIX, e il direttore de La Stampa (su cui oggi un
importante articolo firmato da Yehoshua), non hanno fatto delle
brillanti figure... Anna Castellano (assessore alla Cultura nel
comune di Genova) e l'attrice che recitava brani dal testo, invece,
ma anche la precisa traduttrice dall'inglese, loro sì che si son
dimostrate all'altezza della situazione, molto meglio di quei
personaggi di cui non solo si dubitava se avessero letto almeno i
risvolti di copertina, ma han fatto mormorare, sorridere, infine
ridere il pubblico (che non si prende in giro impunemente) e persino
lo stesso Yehoshua con la traduttrice (entrambi divertiti da certe uscite),
in più di una occasione: una comicità dissacrante e del tutto
involontaria - e non era nei programmi quest'esilarante spettacolo
di cabaret, la classica rivista all'italiana! Ora devo andare
in libreria, ma ce n'è da dire... Ho comprato due libri di
quest'autore meraviglioso, li ha siglati in ebraico a chi voleva.
Sì, sempre capolavori di grandi autori, d'ora in avanti! Basta con
la paccottaglia (o paccottiglia?)!
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