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| Giovedì
2. Ieri son tornata dalla montagna, dopo un lasso di
quasi due mesi, interrotti solo da una toccata e fuga, sempre
qui a Genova, di 5 giorni, viaggio compreso, a fine luglio. Ce n'è,
quindi, da raccontare (ma per ora soprassiedo)! Son venuti su con me, nella prima tornata,
Stefy e J, e nella seconda Nightwalker e Bachir, indi Marmi e Pappi,
infine di nuovo tutti quaggiù. E lassù non potevo far internet a
mio piacimento (come l'estate scorsa), così ho dovuto rinunciare
al Diario di Agosto 2004, che sebbene mai scritto su queste onde
vibratili, è stampato indelebile nella memoria di chi l'ha provato,
cioè... Senza avvenimenti di rilievo, l'arte principale si è
rivelata quella di vivere, al di sopra di tutto e tutti. LEGENDA
Vivere: farsi dolcemente da parte per lasciar stare il mondo così
com'è. Imprimere meno orma possibile sull'orbe e sul web.
Sopravvivere a se stessi, in attesa degli eventi altrui, guardando
il mondo dal di fuori e dall'alto... Agosto, un mese così. Il mese
del distacco, del vuoto, dell'attesa. E poi il ritorno, con quella
magica progressione da inizio anno scolastico: settembre ottobre
novembre dicembre (7-8-9-10), su su fino al massimo, fino a gennaio,
il mio mese, al cui declinare son nata - il mese dell'inizio,
dell'apertura, del nuovo che avanza... Oh, oh! Piano, con calma... A
domani! |
| Domenica
5. Ieri siam andati a sentire Piero Fassino e Maurizio
Costanzo alla Festa dell'Unità Nazionale, Fiera del Mare qui a
Genova: Gloria, Gianni, Stefy e Felix. Più che un'intervista, era
un comizio elettorale, a partire dal tono di voce di Fassino,
stentoreo e impositivo, inframmezzato dalle rade battute di
Costanzo, che a stento riuscivano a strappare qualche bagliore di
sorriso alla serietà agitata di quel volto, sudato e nervoso, a cui
l'abbronzatura estiva ha tolto del suo caretteristico cadaverico...
Affannoso, certo, per passione (la passione ce l'ha solo lui,
però, noi si è calmi e cinici, ridiamo e sorridiamo in copia)...
Intelligente, trascinante, ma - come dire - specializzato nel far
opposizione... Guardava quasi verso l'alto, cercando con gli occhi
più i propri pensieri agitati, che non la folla o le telecamere. E
quella magrezza veramente notevole, sottolineata dalla figura
slanciata, a far da contrappasso alla paciosa abbondanza carnale di
Costanzo! "Ma Fassino si tinge i capelli?", quesiti
oziosi... Gloria, alla fine, dietro mio suggerimento gli ha
consigliato di "Sorridere di più, sarebbe ancora più
accattivante...": si è schermito timidamente, in scontrosa ritrosia.
Qualche foglio smosso dal vento e, commentando i malloppi che ci
tiriamo dietro (tipo la valigia con ruote di Gloria): "La carta
pesa ma vola". Sere scorse, visto "Caterina va in città" di Amelio,
e, sempre con Lory (che presentava), conferenza su Pier Vittorio
Tondelli di Enos Rota e altri, poi farinata (ce n'era per tre!) come
"pasto di servizio". Alla conferenza ho rivisto una
ex-compagna delle medie, Paola Barabino, appassionata lettrice di
Tondelli. Ehi, che bello rivederti! Tutti mi riconoscono alla prima,
si vede che rimango impressa nella memoria, una volta conosciuta,
anche dopo decenni, mentre la mia, di memoria, spesso fa tanto acqua da non avere che
sulla punta della lingua, e per attimi che mi sembrano senza
termine, anche i nomi di persone che vedo tutti i giorni! E dalla
punta della lingua alla parola sonante, ce ne vuole ancora!
Quando riesco a collocare qualcuno in un qualche contesto topologico
di
comune frequentazione, è un miracolo, e allora scatta il
riferimento al nome! Mi stupisco sempre della facilità altrui per
trovare le parole, oh, le parole che tanto amo e che mi sono così
ostiche, le medito come farebbe un santo coi suoi misteri...
Un vivo desiderio del gelato della Cremeria delle Erbe
nella piazza omonima sta montando oltre ogni limite lecito al mio
spirito! E' d'uopo provvedere anche ai bisogni voluttuari -
necessari non al corpo, quanto alla sanità della mente...
Ieri intorno alla messa delle 18 si son profilati due matrimoni,
da suonare in ottobre. Uno tira l'altro. Be', per aver ripassato in
soli 2 giorni dopo un riposo artistico di 2 mesi, un ottimo
risultato! Essendo single, il numero della coppia mi porta
fortuna... Certo che ero proprio a posto, in forma il fisico, la
mente, lo spirito che vola alto, tutto pronto per un nuovo fiammante
inizio di stagione! Posti, via!
Martedì 14 ci sarà l'incontro dei Bookcrossers, forse proprio
alla Festa dell'Unità, caffè delle donne, vicino al cinema, dalle
19. Ma per saperlo con sicurezza bisogna andar nei siti crossini:
www.bookcrossing.com
www.bookcrossing-italy.com
www.rinaldiweb.it/eurobc/it http://bookcrossing.debris.it A presto a tutti quelli che verranno! Sì, single on
my own, anche se devo dire di aver avuto nella mia ancora breve
vita due splendidi (per così dire, tra clamori, ambiguità,
lacerazioni) amori - certo, di diverso genere, eh, sì, molto
diversi tra loro! Ma entrambi musicisti, come me. Suonare (o, almeno, ascoltare!)
è il
primo requisito per essere, e - aggiungo - per amare come si deve!
Usare le orecchie
per percepire l'invisibile... Suono, dunque sono! Be', non è stata
tutta rose e fiori... Ma ora son contenta di me, so chi sono e cosa
voglio, e cioè come minimo non lasciare mai più che le definizioni
mi annichiliscano, nè che, dopo tanto errare, possa essere ancora
distolta dalla verità su me stessa e sul mondo - come lo vedo io.
Auto-nomarsi, chiamarsi da soli. Il nome è una realtà sociale, un
corpo psichico. Ebbene, me lo darò da sola, d'ora in avanti!
Autonoma. Comunque, meglio una sana solitudine con tanti amici
formati ai miei glaciali distacchi (montani ma anche metropolitani),
molto meglio questa grande pace, rotta alle letture e allo sguardo
di lontano, che lo strazio dei cuori. Sono di carne, non
mangiamoceli a colazione! E che nome scegliere, col quale
incastrare la mia storia per darle un senso, in cui incasellarla
degnamente? ("Impossibile, assurdo!") Eh, no, così allora siamo sempre
i bambini dei nostri genitori che han scelto per noi anche il nostro
nome... Pensando al contrasto piccante tra massimo e minimo,
maggiore e minore, è stato interessante scoprire che maestro
e i mitici re magi (da cui anche i maghi) derivano da
magis (più), ministro da minus (meno). In certi particolari
momenti, ho udito sussurri gemere "Sei il massimo!",
mentre io a mia volta sospiravo "Dio, Dio!". Non
allucinazioni mistiche (che peraltro ho sperimentato ampiamente nel clou
dei periodi di digiuno ascetico che mi imponevo da adolescente
troppo nutrita di insane letture), ma esperienze reali, e anzi,
l'unica realtà che mi sia mai toccata in sorte di vivere al
massimo, al punto che sento tutto il resto sbiadire, al confronto.
Questo nome è carico per me di quei ricordi indimenticabili, però
ancora non proviene da me, dal mio intimo, ma come da un'estasi
bina, da una folie à dois (follia a due, non so come si
scrive in francese, ma rende più che in italiano). Poi
son partita con le varianti: Max, Maxim, (Maxime in francese è sia
maschile sia femminile, come Leslie e Robin in inglese). No, non son
ancora soddisfatta... Sebbene, con il melenso codazzo a R.C.
(responsabilità collettiva) di "Annalisa
Rosa Clementina"
(nomi che pure hanno una storia, e che sono così singolarmente
dolci, per non dir melliflui...), una o due secche sillabe siano già un conforto alla
lingua e al pensiero. |
| Lunedì
6. Ora vado all'inaugurazione del negozio di Davide,
"Bossola Pianoforti" (www.bossolapianoforti.com),
in via del Molo 81/83 rosso, finalmente al piano terra, per
agevolare il trasporto di questi bestioni!
E stasera ore 21 a soli 3 €, film con amici: "Il
cerchio" (2000) di Jafar Panahi alla Festa dell'Unità
Nazionale di Genova, Sala Miccichè con aria condizionata (in fondo
alla fiera). |
| Martedì
7. All'inaugurazione di ieri, parlato con Giorgio
Ganora, accordatore, una insegnante di pianoforte, Davide Bossola e
suo zio. Poi gelato alle Erbe, caffè e biblioteca Berio con Rita
'Nite (presi 8 libri dalle due mie tessere e firmata manleva per far
la sua). Il film "Il cerchio", visto ieri con Pietro, era
terribile. Finito quello e la conferenza D'Alema & Monti,
chiacchierata con Stefy, Felix e colleghi.
Oggi alle 12. Salire lassù in bici è una bella fatica, con
strade tortuose, sensi unici aggirati, marciapiedi con o senza
pedoni; la discesa è di una levità, così larga, liscia, dritta...
Ma la liberazione è in primo luogo dentro. Le parole sono le
strade dell'anima. Buttar fuori tutto: uno svuotarsi delle cose
superflue, ridondanti, che appesantiscono inutilmente. Si vorrebbe
continuare, lasciarsi andare alla purificazione catartica del
dialogo, del luogo, del momento, ascoltarsi parlare e gioirne -
essere d'anima... Spazio, luce - celeste, olimpiaca serenità. |
| Venerdì
10. Alle 5
intendo mischiarmi anch’io al gruppuscolo dei neoteroi
sulla gradinata dietro all’Informagiovani del Ducale, per la
selezione di coloro che reciteranno un loro scritto stasera allo
spettacolo “I King. 64 mutamenti per Geonva”.
Ho
rivoluzionato la struttura dell’ “Elenco dei libri letti da
A.L”, accorpando quelli in cantiere, cioè i Legenda, a quelli già
letti, che verranno distinti da una X nella casella più a destra,
dove gli altri recheranno l’indicazione di come procede la lettura
(statica a volte per mesi, visto che ho l’equivoca abitudine di
mantenere un intero harem di amati libri, nel mio letto a quasi due
piazze): 23/156 significa che son arrivata a pag. 23 sul totale di
156 pagine, somma necessaria e sufficiente per metterci
finalmente una croce sopra.
Lo stuolo dei miei amici virtuali si sta velocemente rinnovando, dato che
alcuni son passati definitivamente nel corpus
dei frequentanti, dopo esser stati tra gli uditori, poi scambiatori
di calore virtuale per qualche mese. C’è sempre bisogno di carne
fresca da mettere al fuoco, siamo tutti così soli, quaggiù... |
| Sabato
11. Ieri ho recitato tre mie poesie (Silloge Acquaria,
Trans e Il fuoco e il vento) nel gruppo dei Santi Ambulanti,
nell'ambito dell'esagramma "Lo straripamento", presso il libero
pulpito di piazza Matteotti. Ho conosciuto così due poeti:
Gianni Priano che mi ha regalato l'ultimo suo bellissimo libro
"La turbie" ed. Il ponte del sale, che ho letto
stanotte e stamane, e Francesco Bernardin, genovese di Uscio, nato
nel 1977 che ha scritto "L'ultima Hall" con la Golden
Press. Rimarremo in contatto, ci siamo scambiati numeri di telefono
o indirizzi... Un grazie a Tania, Simonetta Cerrini, Chiara Motta
che hanno organizzato questo gruppo poetico in poche ore, e alla
truccatrice che ci ha pitturato le fronti con gli esagrammi scelti
da ciascuno! |
| Lunedì
13. Ieri sera incontrato alla Festa dell'Unità Raissa
Farazi, mia amica baha'ì conosciuta ai cineforum da Pietro: espone
alcune sue pitture (create, tutte tranne due, lo scorso martedì, da
mezzanotte alle sei del mattino, e ispirate dalla partenza di un suo
amico per Saragozza) in uno stand sotto la tenso-struttura bianca.
Mi ha proposto di affiggere accanto ai suoi lavori i miei, cioè
qualche poesia. Non le firmerò (sono, per così dire, molto intime,
coinvolgono altre persone, mai da me nominate con nomi e cognomi),
le lascerò anonime, ma a chi chiederà l'autore Raissa ed io
offriremo biglietti da visita. Sto stampando questi fogli col mio
carattere preferito, Garamond, li porto oggi alle 18,
penso di esporli
sino alla fine della Festa dell'Unità, cioè domenica prossima, il
19.
Prestati
Stone Butch Blues di Leslie Feinberg a Lory, Nudi e crudi
di Alan Bennet e Desiderio che avanza nelle mappe della materia
di Adonis a Rita NightWalker.
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| Martedì
14. La realtà è molto più imprevedibile, rispetto
alla fantasia! Ieri son andata allo stand per appender poesie alle
pareti, invece le abbiamo lette e rilette, e un'attrice del Teatro
della Tosse me ne ha recitata una... Belle, quanto ad affiggerle, si
vedrà... Ma è stato già bello così.
In
seconda serata (se non terza) c'è stata la splendida conferenza di
Azar Nafisi sul suo ultimo libro "Leggere Lolita a
Teheran". Secondo varie fonti ufficiali, tra cui il libretto
della Festa dell'Unità e Il Secolo XIX di ieri che le
dedicava una mezza pagina di cultura, i diversi orari previsti
erano: 22,15 - 22,30 - 22,45. Ma tutto si è svolto con il consueto
ritardo costituzionale della Sala Berlinguer: verso le 23,15 si è
intravista la Nafisi salire sul palco, mentre la maggioranza del
pubblico, a seconda degli impegni lavorativi del giorno dopo (cioè
oggi), si era già adeguatamente volatilizzata... Peccato, lei è
una persona stupenda, umile e colta come pochi, veramente squisita
per gentilezza, non faceva che ringraziare e far graziosi cenni di
assenso, oltre a un discorso tra i più memorabili su libertà -
democrazia - islam - totalitarismi - letteratura. Gloria ha comprato
di volata il libro, che merita davvero, alla vicina libreria
Assolibro, se l'è fatto dedicare, le ho scattato due foto con
l'autrice. Il dr. Lingua presentava, ospiti sul palco Giovanna
Melandri e una traduttrice. La Nafisi parlava un ottimo inglese,
chiarissimo ed efficace, si capiva quasi tutto alla prima. Ora devo
andar a ripassare marce nuziali, ave maria et similia per i
prossimi tre matrimoni, ma quel discorso intendo proprio riferirlo
con calma nei prossimi giorni, sempre su questo canale. |
| Venerdì
17. Stasera vedo con Bachir e Lory il
film Hair alla Festa dell'Unità.
Poi la questione recitazione
dell'attrice Alice/affissione delle mie poesie allo
Spazio giovani Zena Zuena (Music
for peace,
Tenso-struttura bianca, Festa
dell'Unità Nazionale, Fiera del Mare)
accanto ai quadri di Raissa Farazi e Federica Fusco si è risolta in
un bel buco nell'acqua! L'altro
ieri notte: conosciuto il (sedicente) poeta Luciano Neri e Nicola Bucci, filosofo
amico del mio ex-compagno Roberto Logli (che
veramente
era più un impareggiabile autodidatta) e gradita esplorazione dello
studio di Franci, nella splendida piazza San Matteo. Ci va per
dipingere, come le sue amiche e colleghe Chiara e Clara, e ci
passerò anch'io del bel tempo a leggere e scrivere; si ammira lo
studio di Renzo Piano e tutta la piazzetta dall'alto (inedita
prospettiva, almeno per me) - oh, tre finestre aperte su scorci di bellezza architettonica
ineguagliabile! |
| Domenica
19. Appena suonato un battesimo, oggi ho rinvenuto una
bici in evidente stato di abbandono, presso le spazzature di via
Monte Zovetto, e l'ho trascinata fino a casa - con la mano sinistra,
guidando l'altra bici con la destra. E' stata dura, perchè la
"nuova" bici ha la ruota posteriore completamente
scivertata, viene frenata ad ogni giro... Bisognerà cambiare il
cerchione posteriore, come minimo, per riattarla.
Stanotte
ho dormito circa 14 ore, per recuperare le sole 4 di ieri. Solo 4
perchè dopo Hair, Bachir Lory ed io abbiam fatto un po'
tardi, alla Festa dell'Unità, e la sposa del matrimonio di ieri mi
ha contattato la sera prima cambiando in parte il repertorio che
avrei dovuto suonar il giorno dopo (cioè ieri)! Così ho messo la
sveglia alle 6 del mattino, ieri, per ripassare l'organo in casa,
prima delle fatidiche ore 11 del suo matrimonio, ove grazie a quelle
4 ore aggiuntive di studio ho suonato tutto quello che voleva -
infatti ho sempre suonato esattamente i desiderata degli
sposi, che nella loro indecisione e comprensibile ansietà spesso modificano
l'elenco delle musiche anche all'ultim'ora... Il matrimonio è loro, e rispetto
profondamente le loro volontà, per quanto mi è possibile. Indi due
ore di prove con gli sposi del matrimonio del 9 ottobre, e poi la
messa delle 6... Insomma, ero fatta, ieri sera, e ho filato 14 ore
di sonno, inframmezzate da un'oretta di lettura in compagnia della
splendida Azar Nafisi di Leggere Lolita a Teheran, nel cuore
della mia lunga notte... - Anche voi, invisibili spie, leggetela, ma
che dico, succhiatevela come una caramella, ne vale la pena - che
pena e pena! Ora il puro piacere deve confondersi così con le pene
di quaggiù? Si può far yoga e meditazione Zen con un libro e un
letto, provare per credere... In fondo la felicità è a portata di
tutti, ma pochi la vogliono afferrare e tenersela salda addosso,
come un amuleto. Oggi fa più in sposare un sacro dolore,
mostrare le stigmate di una quieta mestizia, disperarsi e piangersi
sempre un pochino addosso, perchè "nessuno si accorga che
stiamo bene, e ci tiri il malocchio" e anche se gli uomini
fossero ciechi, al riguardo, ci sarebbe sempre Dio che dall'alto dei
suoi stati maggiori potrebbe nutrire una qualche invidia
verso di noi - o aver la buona idea di metterci finalmente alla
prova. E se dobbiamo essere provati, sia! Ma col sorriso in bocca,
prego. Oggi,
quindi, svegliatami a mezzogiorno, ho ripreso il libro della Nafisi
(da quando l'ho comprato non faccio che attendere i prossimi momenti
liberi, per continuarlo) e me lo sono goduto, beata nel sole,
sull'altare sacrificale del letto. Il sacrificio lo faccio al Dio
della dolce quiete e della pace impareggiabile, s'intende. Dopo
questa benefica sudata (poeticamente detta bagno di sole),
doccia, lavati i capelli, son subito schizzata con la mia
fedelissima (bici) a Castelletto, a salutare lo zio d'America in
casa di mia zia, provando come per scampagnata domenicale una nuova
strada (Borgo Incrociati - circonvallazione a monte - corso
Armellini corso Paganini corso Firenze - galleria contromano sul
marciapiede) senza neanche un controllo preventivo sulle mappe di
Tuttocittà; ma era intuitiva la direzione, e così ho risparmiato
tempo e fatica - risparmio utilissimo perchè dopo neanche un'ora
dovevo rifiondarmi in Albaro a suonare un battesimo - un
avanti-e-'ndrè veramente massacrante, anche se non ho portato i
miei sudati libri, ho allibrato solo le fotocopie degli spartiti,
nello zainetto. Mi vedo, non senza una compiaciuta comicità
involontaria: un testardo asino da soma percorre tutta
Genova-in-salita con il suo fardello di cultura sulle spalle,
aggirando anarchicamente ogni tipo di regola prestabilita (dai
motorizzati ma non da me, nè da chi ama spostarsi SOLO in bici),
indifferente ai clacson, al traffico veloce delle "grandi
arterie" (nelle quali per proteggermi arrivo ad occupare
un'intera corsia, oscillando opportunamente), stoicamente zitta
anche se spesso son fatta bersaglio di maleducati col turpiloquio
facile (da me bellamente ignorati con inesorabile sprezzo - e loro
stizza e disappunto, suppongo), insomma una che da 22 anni non
desiste nell'impresa di dar fastidio a chi pensa che le strade siano
per i motori rombanti! |
| Lunedì
20. Dopo averlo perso nel mare magnum di carta
sfusa e libri che occupano inutilmente spazio in casa mia
(opprimendo altresì il mio spirito che ama il vuoto e
l'essenzialità a tal punto che ogni tanto faccio piazza pulita del
ciarpame), ho ritrovato fortunosamente un buono regalatomi da
Virgina più di un annetto fa, per l'acquisto di libri alla
Feltrinelli (o dischi da Ricordi): allora in questi giorni ho
tentato il colpaccio, visto che ufficialmente ne scadeva la
validità dopo un anno dal primo scontrino - un vero peccato, tenuto
conto che era un regalo di persone a me molto care! - e poi perchè
quei soldi dovevano andare in gloria? Solo per un caos temporaneo a
cui però ho rimediato, seppure con una certa lassezza? Ho
presentato il buono a una signorina della cassa, molto
professionale, devo dire, e me l'ha dato per buono! O forse
non avevo capito io bene la clausola (naturalmente in caratteri
microscopici), forse dall'emissione del primo scontrino di acquisto
fatto da me (cioè l'altro ieri), deve passare non più di un anno
fino all'ultimo scontrino, mentre quello fatto da Virginia è fuori
dal tempo storico di questo computo un pochino assurdo e
pretenzioso... Fatto sta che non mi sembrava giusto far svanire nel
nulla quel gradito pensiero della mia ex-allieva, e l'ho
concretizzato, sebbene, lo ammetto, con un discreto ritardo: due
libri, l'altroieri quello della Nafisi nel consueto splendore delle
edizioni Adelphi, e un'altro oggi, in una seconda tornata con un'altra
signorina, (altrettanto indifferente alle date, che mi
preoccupavano un pochino), del giapponese Fujino Chiya, della minimalista
Einaudi (ma tanto più gradita in quanto piccola e leggera, da
reggere, volendo, anche con una mano sola, a letto).
Arrancando per le vie di Genova in bicicletta con
in tasca pesantissime catene e lucchetti di acciaio inossidabile
(oltre che libri sulla schiena), non posso far a meno di andare alla
trita immagine (uno stereotipo coi fiocchi) del fantasma dei
castelli scozzesi, condannato a portare pesanti catene. In effetti
la cosa che possiedo totalmente è il mazzo di chiavi, cioè la
possibilità di aprire
o chiudere lucchetti. Ma so bene che chiunque, con un tronchesino,
può operare altrettanto - certo, con qualche
effrazione, sforzo e rumore in più... Sforzo? No, sforzo no,
gli sforzi li faccio tutti io, a trasportar metallo e carta in giro!
Visto che questa città è un covo di ladroni (mi han già soffiato
ben 5 bici), l’unica, se voglio continuare a usare questo mezzo di
ineffabile libertà, è incatenarmi, rendermi schiava del mio
anelito ideale (o respiro affannoso) - cioè rendere la vita più
difficile a tutti, a me e a loro!
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| Sabato
25. Ieri tanto pc, ho giocato un po' in casa - e
quell'improvviso rovescio d'acqua appena uscita; oggi sbrigherò
alcune commissioni, al mattino spesa e CyberParadise (negozio di
computer qui vicino) e alle 14,30 al Circolo Scacchistico
"Luigi Centurini" di via Giustiniani, ove mi informerò su
come si fa a diventar arbitri della Federazione (regionali o
nazionali). Indi messa delle 18 in Albaro e cena dai miei; poi non
si sa, mi piacerebbe una serata in discoteca (coi tappi nelle
orecchie), ove naturalmente, come mio solito, non bevo se non
aranciata e acqua frizzante, non fumo e non mi drogo, tutte cose
ributtanti e impossibili anche solo da concepire, per me, come sanno
fin troppo bene tutti quelli che mi conoscono - e se no come farei a
ballare per 4/5 ore senza stancarmi, senza contare
l'andata-e-ritorno in bici, valicando quattro quartieri in poco più
di mezz'ora (totale più di un'ora di bici)? Detto per inciso, sono
contro ogni tipo di vizio, che faccia male alla salute e/o al
portafoglio. Uno dei pochissimi che mi concedo (oltre a massimo un
caffè al giorno, preso rigorosamente al bar perchè in casa non mi
piace), è giocare col pc, ma anche lì non dovrei mai esagerare: se
inizio coi solitari di carte, con gli scacchi o Taipei, è difficile
smettere! Per me è come una droga - innocente quanto si vuole, ma
ha in sè una coazione al bis, una compulsione iterativa che
in effetti è quasi demoniaca... Quando non ne posso più, dopo aver
raggiunto qualche obiettivo nuovo e più difficile, lascio
perdere... Ma se dovessi seguire i miei istinti più irrefrenabili,
continuerei per ore e ore! Ci vuole una certa disciplina per
piantarla lì e andare, non è così facile finire di giocare... Disciplina,
cioè una sferza che frusti nella carne - sì, la carne, eterna discepola
dello spirito...
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