Norme per la conservazione dei pianoforti



 

Qui di seguito qualche suggerimento da seguire perché il pianoforte si mantenga efficiente e raggiunga la massima durata.

I peggiori nemici dello strumento sono l'umidità e la polvere, due aspetti da non sottovalutare per non incorrere in spiacevoli inconvenienti:

1.   L'umidità produce un'azione deleteria su tutti gli strumenti per la cui costruzione si richiede legname stagionato e le cui parti sono unite da incollature. E' da tenere presente anche che l'umidità favorisce la germinazione dei tarli nel legno e delle tarme nei materiali feltrosi e lanosi.

2.   La polvere è meno deleteria dell'umidità, ma l'attrito che produce adagiandosi sulle guarnizioni della meccanica procura maggior consumo di queste e favorisce a sua volta l'incubazione dei tarli.

si consiglia dunque di :

1.   Evitare di sistemare il pianoforte in locali umidi.

2.   Non lasciare le finestre aperte di notte nei locali dove si trova lo strumento.

3.   Far spolverare ogni due anni, con cura, l'interno del pianoforte e la meccanica.

E' inoltre conveniente far accordare lo strumento almeno una volta l'anno, così non si darà tempo al pianoforte di calare di diapason sino al punto da rendere necessaria più di una accordatura entro breve tempo per ristabilire una giusta tenuta delle corde. Coloro che asseriscono che il proprio pianoforte mantiene l'accordatura per parecchi anni dimostrano di avere un orecchio poco sensibile, o per lo meno di averlo abituato alla scordatura del loro strumento, in quanto l'acciaio delle corde per natura tende nel tempo ad ammorbidirsi e ad allungarsi, provocando un calo del diapason di accordatura. Il livello internazionale del diapason moderno è pari al LA3 di 440 Hz, o anche 442 Hz.

Altra cosa importante, infine, è mantenere la meccanica e la tastiera sempre ben registrate ed allineate. Quando si nota un senso di vuoto più o meno accentuato al tatto significa che le guarnizioni si sono assestate o logorate: è quindi necessario a procedere alla registrazione o alla sostituizione delle parti logore. Non attendere di dover procedere alla riparazione radicale in quanto, oltre a comportare un maggior dispendio, occorre tener conto che durante il tempo che si è atteso prima di ricorrere al provvedimento, si è fatto uso dello strumento senza ottenerne la soddisfazione che esso offre quando si trova in efficienti condizioni. Mai sottovalutare anche il più piccolo difetto, ma consultare il proprio tecnico accordatore di fiducia per qualsiasi evenienza.

Massimo Elice (1970)