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erché son ciclista metropolitana, non ho patente né mangio carne?



 

    E' stata avvertita dei rischi a cui va incontro, ma è testarda e ha deciso. Respinge con grazia, ma con fermezza, ogni genere di paternalismo: è donna e guerriera e ha messo tutto nel novero delle possibilità.
    Dal momento in cui i suoi occhi si sono aperti lacerando la coscienza non può più richiudere le palpebre come se nulla fosse accaduto. Il problema forse è di avere spalancato gli occhi troppo presto, negandosi di protrarre il diritto all'ingenuità e alla spensieratezza.
    Il desiderio di agire le ha giocato un brutto scherzo; è tuttavia uno scherzo non ricorrente per gli esseri umani del nostro tempo. E' facile immaginare che non troverà intorno a sé folle vocianti e solidali, ma dovrà imparare a convivere con la solitudine dei folli, dei poeti e dei visionari, con l'eterno dubbio, tra tante certezze, di essere lei ad avere torto.
    Si pone gli stessi interrogativi di un autista in controsenso sull'autostrada: sono loro o io nella corsia sbagliata? E se la corsia degli altri, pur formalmente ineccepibile, conducesse al baratro?
    Si è forse fatta troppe domande per la sua età ed ha raggiunto risposte tra l'inquietante e il sensazionale: "Sono pronta a morire per la causa dell'ambiente", dice.
    Nulla avrebbe potuto fermare quella ragazza, tranne il tempo: più che con la realtà che cambia è problematico confrontarsi con se stessi, con quello che si era e non si è più. L'unico reale pericolo siamo noi stessi; quando un sogno si avvera, un desiderio si spegne: è questo il dramma dei conquistatori e dei sognatori.

Stefano Apuzzo (1967)

da "Corsari verdi. Storie di ecologismo estremo" (1999)
con contributi di Fulco Pratesi, Carlo Ripa di Meana, David Mc Taggart

 

Bibliografia ecologica

consigliata da Annalisa Lagomarsino