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Alessia Donati si è diplomata (1998) col massimo dei voti al Conservatorio
Statale "Niccolò Paganini" di Genova e dal 1999 lavora presso la
segreteria della Giovine Orchestra Genovese.
Amo suonare e in conservatorio avevo anche riscontri positivi. Ma esibirsi in pubblico è
complesso e difficile e stare sola su un palcoscenico non si addice alla mia
personalità. I programmi di studio, inoltre (almeno prima della riforma), ti
insegnano ad essere un solista: dopo il diploma per un periodo ho proseguito gli
studi, ma senza un obiettivo preciso. Finché sei "dentro" hai un
programma da fare, esami da superare. Ma dopo? Certo, concorsi, audizioni... Ma
io non avevo la determinazione, la costanza, l'unilateralità di interessi per
affrontare questo tipo di lavoro.
Sono felice di aver affrontato questi studi, lo
rifarei, anche perché in Italia se vuoi avere una preparazione musicale o
affronti dieci anni di lezioni private o studi in conservatorio. Ma sono stata
altrettanto felice di accogliere l'invito ad entrare stabilmente negli uffici
della GOG, ovviamente lasciando da parte il mio strumento, ma sapendo anche che,
se c'è la necessità di leggere uno spartito, sono in grado di farlo.
Da ex studentessa del conservatorio (e dunque col senno di
poi) consiglio agli apprendisti musicisti di ascoltare più musica possibile, di
tutti i tipi, naturalmente dal vivo, anche quella suonata male, senza
pregiudizi, perché nel momento clou della propria formazione tutto serve, tutto
arricchisce, mentre abitualmente si va esclusivamente al concerto inerente il
proprio strumento, dove magari viene interpretato il brano che si ha in
repertorio nel proprio programma di diploma... Con un simile atteggiamento è
molto difficile diventare un musicista.
Alessia
Donati (1972)
da "Il
Cantiere Musicale" n° 7
(la rivista mensile del Conservatorio Niccolò Paganini)
Ottobre 2001
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