Lettera a Il Secolo XIX

11 agosto 2002, domenica, pag. 30



 

LA LETTERA

                        DEL GIORNO

 

LE MIE DUE RUOTE SUI TOMBINI

 

Scrivo per lanciare un appello di civiltà, dietro ai passi (o meglio alle ruote) di Alessandro Martini (Il Secolo XIX, 1 agosto '02). Io non sono un motociclista come lui, non possedendo per scelta né patente né auto né moto, ma giro quotidianamente da vent'anni, a mio rischio e pericolo, su tre biciclette (ora cinque, N. d. A), tra Principe e Nervi. Premetto che non ho mai preso una multa in vita mia, sono assicurata e i danni degli unici due incidenti in cui, mio malgrado, sono stata coinvolta, mi sono stati ampiamente rifusi dai responsabili.

Ora: con le sottili ruote della bici da corsa ci vuol coraggio, memoria, grande esperienza ed equilibrismi da circo per non cadere in quel percorso ad ostacoli che è il fondostrada asfaltato della nostra città. Ecco l'appello ai politici e tecnici preposti: sistamate le chiaviche e i tombini dalle lunghe fosse longitudinali (per captare la pioggia) in modo che queste siano perpendicolari, e non parallele (come spesso è) al senso di marcia, altrimenti "captano" anche le ruote anteriori delle bici, cosa già successami, fortunosamente senza conseguenze, ma pericolosissima per chi cade in trappola. Invito inoltre tutti i (moto)ciclisti incidentati a causa del fondo stradale, e in particolare caduti dentro suddette chiaviche disposte in modo illogico e irresponsabile, a far causa al Comune per danni fisici riportati, e il Comune a provvedere per suo stesso bene (e per quello dei suoi cittadini) a girare di 90° i tombini incriminati (operazione facile doverosa e quasi gratuita).

Annalisa Lagomarsino

Genova