Intervista a Mariusz Patyra



 
 

7 Ottobre 2001: I premio al 48° Concorso Paganini. Pensi che la tua vita cambierà?

Professionalmente di certo, tutto cambierà e non ho parole per dire quanto ne sono felice. Uno dei miei più grandi sogni era vincere questo concorso perché ho sempre amato Paganini, l'ho sempre ritenuto una cosa mia. Avevo tredici anni quando il mio insegnante mi ha dato da studiare il mio primo capriccio, il n° 9. In due giorni l'ho studiato a memoria ed eseguito a lezione... In privato invece non cambierà nulla, sono lo stesso dell'altro ieri, soltanto con un regalo in più dalla vita. Ho passato il mese di settembre come un recluso, senza vedere nessuno tranne il mio insegnante. Volevo concentrarmi per arrivare, per dare delle priorità vere alla mia vita. Ho accettato fin dall'inizio che il cammino fosse duro, facendo musica parallelamente agli studi scolastici. Sapevo di poter contare solo sul mio talento, con quello dovevo proteggermi e convincere gli altri... Spesso ero triste perché vedevo emergere violinisti senza talento ma con famiglie ricche, buoni contratti e buoni strumenti a disposizione.

Il primo pensiero dopo la vittoria l'hai dedicato alla tua fidanzata...

E' una brava pianista, abbiamo già suonato insieme in concerto. E' difficile vivere lontani, ma forse nei prossimi giorni mi raggiungerà a Genova.

Il più grande insegnamento che hai avuto?

Il mio insegnante mi ha aperto il cuore, mi ha insegnato ad essere sensitivo per la musica, facendomi capire che bisogna suonare come un cantante d'opera. Ma ora devo andare, domani proverò il "Cannone" di Paganini, non ho neanche il tempo di mangiare, sono agitato, eccitato, sarà uno dei momenti più grandi della vita, non lo dimenticherò.

 

Giorgio De Martino

da "Il Cantiere Musicale" n° 8
(la rivista mensile del Conservatorio Niccolò Paganini)
Novembre 2001